sì che c'è qualcuno che racconta a chi racconta il racconto del suo racconto! a seconda dei casi si chiama Musa, o ispirazione, o bisogno di scrivere, o necessità di testimoniare, o gusto dell'invenzione... potrei continuare all'infinito: con una parola: si chiama intenzione. è l'intenzione che aiuta il racconto a nascere. però un racconto ben fatto è come se già esistesse, lo devi soltanto ascoltare e portare alla luce. l'intenzione fa un'operazione maieutica verso il racconto, che a volte però se ne infischia di tutto e nasce come vuole lui. insomma: le cose esistono e noi dobbiamo coltivare l'intenzione di scoprirle, così, mentre emergono verso di noi, ci rendiamo partecipi del suo emergere. un caos, no? scrivere è bello per questo.
I critici di mestiere vanno scomparendo, sostituiti da individui che probabilmente hanno il pregio di "non intendersene" in termini specialistici e quindi di essere più vicini allo spettatore medio. Che temiamo cominci a volersi confondere con mediocre, con il risultato che tutto più o meno si limita ai fatti, alle stelle, alle palle, al Mi piace o Non mi piace...>>
sì che c'è qualcuno che
sì che c'è qualcuno che racconta a chi racconta il racconto del suo racconto! a seconda dei casi si chiama Musa, o ispirazione, o bisogno di scrivere, o necessità di testimoniare, o gusto dell'invenzione... potrei continuare all'infinito: con una parola: si chiama intenzione. è l'intenzione che aiuta il racconto a nascere. però un racconto ben fatto è come se già esistesse, lo devi soltanto ascoltare e portare alla luce. l'intenzione fa un'operazione maieutica verso il racconto, che a volte però se ne infischia di tutto e nasce come vuole lui. insomma: le cose esistono e noi dobbiamo coltivare l'intenzione di scoprirle, così, mentre emergono verso di noi, ci rendiamo partecipi del suo emergere. un caos, no? scrivere è bello per questo.