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Ma certo che non sono frutto

Ma certo che non sono frutto di disturbi di personalita' :) il mio era un commento ironico utilizzando una "Anfibolia"?(non ne sono sicuro l'ho scoperta da poco questa parola).

"È però, fra il principio e il racconto – nemmeno la realtà, il racconto - in mezzo ci sono gli uomini. Sono loro che devo raccontare, ciascuno con le sue ragioni e responsabilità, visioni e ottusità. Chi racconta non dimentica se stesso, ma i giudizi e i pregiudizi sì. Chi racconta sta dalla parte del racconto. Solo."

Allora chi racconta: e' da "solo" con il suo racconto o utilizza "solo" un punto di vista? Giocavo,banalmente e provocatoriamente, ad immaginare che si possa raccontare "solo" un punto di vista alla volta...in ogni caso mi hai messo la curiosita' di leggere "Roshomon",grazie :) Anche se nell biografia dell'autore... Da Wikipedia: "Ma l'ambiente letterario cambia, prediligendo più gli argomenti sociali, mentre Akutagawa ama lo stile biografico. Un suo amico impazzisce e torna a farsi sentire l'ombra della madre pazza, che lo aveva perseguitato fin da bambino. Comincia a temere di divenire pazzo anche lui, soffre di allucinazioni e forte eccitabilità nervosa; nel 1927 prova a togliersi la vita assieme ad un amico della moglie, ma il tentativo fallisce, finché il 27 luglio 1927 ingerisce una quantità fatale di Veronal, uno dei barbiturici dell'epoca, prescrittogli pochi giorni prima dal suo medico, lo psichiatra e poeta Saito Mokichi. Muore a soli 35 anni."

Cosi',per provocare un altro po'...

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