mi viene da dire che c'è una sottilissima differenza tra una petizione di principio contraria alle etichette e la costruzione di nuove etichette e scale di valori. io non sono nessuno, quindo in qualche modo sono più di un altro che è. la differenza è tutta dopo il punto di domanda: libertà, per farne cosa? se sono contro perdo la mia libertà di essere, se sono a favore perdo ugualmente la mia libertà di essere. solo essendo permetto a me stesso di essere libero. è un gioco pericoloso, la libertà, la mente pretende etichette per non perdersi. ma se perdessimo di vista la mente e i suoi dualismi insidiosi, può darsi che ci aspetti una nuova libertà di essere, noi, così come siamo, senza appartenere e senza non appartenere. scegliendo. facendo. vivendo, insomma.
I critici di mestiere vanno scomparendo, sostituiti da individui che probabilmente hanno il pregio di "non intendersene" in termini specialistici e quindi di essere più vicini allo spettatore medio. Che temiamo cominci a volersi confondere con mediocre, con il risultato che tutto più o meno si limita ai fatti, alle stelle, alle palle, al Mi piace o Non mi piace...>>
mi viene da dire che c'è una
mi viene da dire che c'è una sottilissima differenza tra una petizione di principio contraria alle etichette e la costruzione di nuove etichette e scale di valori. io non sono nessuno, quindo in qualche modo sono più di un altro che è. la differenza è tutta dopo il punto di domanda: libertà, per farne cosa? se sono contro perdo la mia libertà di essere, se sono a favore perdo ugualmente la mia libertà di essere. solo essendo permetto a me stesso di essere libero. è un gioco pericoloso, la libertà, la mente pretende etichette per non perdersi. ma se perdessimo di vista la mente e i suoi dualismi insidiosi, può darsi che ci aspetti una nuova libertà di essere, noi, così come siamo, senza appartenere e senza non appartenere. scegliendo. facendo. vivendo, insomma.