I would prefer not, dice Bartleby a mo' di refrain, come una canzone di Sanremo, solo un pelino più sofisticata nel sottotesto. Ma in quel condizionale "preferirei", "would prefer" sta tutta la consapevolezza del non poter non appartenere a nulla e nessuno. Il condizionale che inchioda il desiderio della volontà alla croce dell'impossibilità. Preferirei ma non posso. So di non potermi sottrarre anche se lo vorrei. Ecco quel che noi Bartleby siamo costretti a dire, coscienti del fatto che non appartenere non ci appartiene in questo mondo. E se invece povrassimo ad appartenerci l'un l'altro?
Dimmi chi sei e ti dirò che cos'hai. Le cose funzionano diversamente quando si va a farsi visitare da un omeopata: niente camici, niente diagnosi e niente farmaci "classici", ma tante domande invadenti e granuli da sgranocchiare. La medicina ufficiale e l'opinione comune li considerano poco più che degli stregoni, eppure...
I would prefer not, dice
I would prefer not, dice Bartleby a mo' di refrain, come una canzone di Sanremo, solo un pelino più sofisticata nel sottotesto. Ma in quel condizionale "preferirei", "would prefer" sta tutta la consapevolezza del non poter non appartenere a nulla e nessuno. Il condizionale che inchioda il desiderio della volontà alla croce dell'impossibilità. Preferirei ma non posso. So di non potermi sottrarre anche se lo vorrei. Ecco quel che noi Bartleby siamo costretti a dire, coscienti del fatto che non appartenere non ci appartiene in questo mondo. E se invece povrassimo ad appartenerci l'un l'altro?