Decalogo

1.   Di nulla si può parlare per sentito dire. Ogni giudizio deve scaturire da un'esperienza diretta e priva di preconcetti. Nei limiti del possibile, il recensore deve porsi vergine di fronte all'oggetto da recensire, non farsi indirizzare da ciò che già conosce dell'oggetto.

 

2.   Se il recensore ha un particolare motivo di astio o di personale affetto verso una persona da recensire deve comunicarlo prima e tendenzialmente astenersi dalla recensione.

 

3.   La stroncatura, in un giornale di recensioni, è una prospettiva normale e non bisogna avere remore nell’adottarla, se discende dall’esercizio del giudizio. Tuttavia, quel pizzico di perverso cinismo che può rendere divertente una stroncatura e la severità, anche ruvida, dell’opinione non devono trascendere in insulto gratuito o inimicizia verso il recensito.

 

4.   La scheda non è un riassunto dell’articolo ma una sorta di prolungamento della recensione. Tendenzialmente essa non ripete quanto c’è nell’articolo, se non a fini di integrazione, chiarimento o migliore evidenziazione.

 

5.   I collaboratori sono assolutamente liberi nel loro giudizio e personalmente responsabili del medesimo. Non altrettanto discrezionale è l’indicazione di fatti e dati, che essi sono tenuti a riportare con esattezza, anche con un controllo delle fonti di cui si sono serviti.

 

6.   Qualora un recensore accetti l’assegnazione di un articolo ma successivamente si renda conto di non essere in sintonia con l’oggetto, nel senso di non riuscire a farlo percettivamente “proprio” (neppure acquisendo la certezza che vada stroncato) è preferibile rinunciare alla recensione piuttosto che trasferire incertezza o straniamento nell’articolo.

 

7.   Il giudizio finale di valutazione in soli/ombrelli va espresso con grande senso di responsabilità, per rispetto verso ciò che si recensisce. Sarebbe meglio metterlo dopo una giornata di riflessione.

 

8.   Il giudizio va espresso considerando anche il rapporto tra le aspettative suscitate dall’oggetto della recensione e il risultato finale o, dove c’è un prezzo, in relazione anche al rapporto qualità/prezzo. La particolare debolezza di un’opera rispetto alla normale produzione del suo autore favorisce la critica negativa.

 

9.   Se si recensisce un negozio, un ristorante, un locale, un ufficio non bisogna mai dichiararsi prima.

 

10. La rivista non recensisce le opere dei suoi collaboratori, salvo che la loro partecipazione non sia sporadica o lontana nel tempo.