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TELEVISIONE
Un quarto d'ora di fashion per tutti
In Ma come ti vesti? esperti di immagine trasformano il guardaroba dei malcapitati protagonisti
di Francesco Signor
Ogni puntata si divide in 5 parti, più o meno come il pollo. Si parte da una simpatica delazione via sms. Il contenuto del messaggio lo potete immaginare da soli: 160 caratteri per sputtanare amabilmente lo sciatto o la trasandata di turno. Ovviamente mandato dai parenti più stretti o, in alternativa, dai migliori amici. E chi altri se no? A questo punto Enzo e Carla si mettono a spiare i protagonisti sui quali tagliano e cuciono con gioioso accanimento, come due perfide comari. Dopo averli stropicciati come uno strofinaccio da pavimento, montano a bordo della loro 500 superfashion e raggiungono i casi umani. Quindi, li deportano in un loft dove, facendo il gioco dello stilista buono e quello cattivo, fanno la raccolta differenziata dei guardaroba. Vengono giusto salvati quei due o tre capetti con i quali le cavie da esperimento meriterebbero di essere irrise sulla pubblica piazza. Come se non bastasse, i due coacervi di stile lavorano di candeggio sui neuroni, appioppando ai concorrenti degli abiti che neanche Dolce e Gabbana rifilerebbero a Simona Ventura in una gag di Scherzi a parte. Di peggio potrebbe esserci solo una mise di pece e piume. A questo punto, i soggetti rigenerati sono convinti di aver svoltato sull'autostrada della moda. Solo che non sanno di essere contromano. Così vengono dati loro 1500 euro, gentilmente offerti dalla Magnolia, geniale acquirente del format What not to wear dalla BBC (che non malediremo mai abbastanza). Diciamo che due stipendi di un contratto a progetto potrebbero essere spesi meglio, non so, magari per pagare un trasloco e non farsi più trovare dai parenti e amici di cui sopra. Invece, no. Le sciagurate vittime di questo programma ci provano davvero, sempre sotto gli occhi impietosi dei due aguzzini del corredo. Di solito, dopo un'altra compilation di sberleffi, li recuperano prima che facciano troppi danni e completano il disastro, conciandoli peggio di prima. La puntata si conclude con un defilé che ricorda tanto il “modello numero 4: Giuditta” di Benigni nel Piccolo Diavolo.
Diciamo che il livello culturale della trasmissione è quello di Italia's next top model, ma più nazional-popolare. Speriamo che Pippo Baudo non si offenda.
Tags: abbigliamento, cattivo gusto, discovery real time, dolce e gabbana, fashion, Francesco Signor, ma come ti vesti?, Moda, reality show, simona ventura,
02 Febbraio 2010
Oggetto recensito:
MA COME TI VESTI?, DISCOVERY REAL TIME
giudizio:







Commenti
Una volta l'apparenza
Una volta l'apparenza ingannava, ora è tutto. 30 anni di condizionamenti televisivi ci hanno resi tali. Questa trasmissione vuole dirci che dobbiamo rassegnarci?
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