Ho sempre trovato che nella musica strumentale di Haydn esista una teatralità curiosa, del tutto diversa, per intenderci, da quella mozartiana. Quella di Haydn è legata ad elementi popolari, talvolta ruspanti, che bisogna saper cogliere ed interpretare con un misto di garbo e spregiudicatezza non facile da trovare. Forse anche per questo la sua musica è meno suonata di quanto si dovrebbe e non è raro ascoltarla in letture garbatamente noiose.
Ogni tanto però ci si imbatte in interpreti che fanno balzare sulla sedia perché nel garbo rifinito di una sinfonia o in quella summa di ingegnosità e raffinatezza che sono i suoi quartetti riescono a far venir fuori il teatro, trasformando ogni singolo istante di musica in stupore, in meraviglia.
Fino ad oggi mi ero annotato mentalmente che i Quartetti di Haydn, meglio di tutti, li aveva incisi il Quartetto Emerson, e quando volevo qualche minuto di paradiso mi abbeveravo lì. Ma ora ho ascoltato anche il cd che l'Orchestra da Camera di Mantova, con Carlo Fabiano come primo violino e concertatore, ha appena pubblicato (il cd è allegato ad Amadeus), eposso dire di avere trovato i miei interpreti di riferimento anche per le sinfonie: le tre che il disco ospita, diversissime tra loro, sono accomunate dalla perfezione, dall'equilibrio ma anche dalla verve spudoratamente popolare che a me piace ritrovare. Non perdetele.
Inserito da Nicola Campogrande - 14 gennaio, 2010 - 23:54
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