DOCUMENTARI

Cade il prossimo 2 agosto il triste anniversario della strage che fece 85 vittime. Mentre il luogo della tragedia viene riconosciuto patrimonio dell'Unesco, L'estate spezzata, documentario di Vittorio Pastanella e Francesca Mozzi, mostra oggi chi è sopravvissuto e chi ha perso un caro: vite sospese a causa di una verità che ancora non c'è


di Alessandra Testa

Sullo sfondo scorrono le immagini di quella terribile mattina. Il famoso autobus 37, usato per trasportare i feriti in stazione. E tanti uomini qualunque che si inventano soccorritori per salvare più persone possibili da sotto la macerie. Nell’anno in cui Bologna commemora il trentesimo anniversario della bomba alla stazione, due giovani giornalisti di belle speranze presentano il documentario L’estate spezzata. Il 2 agosto del 1980 Vittorio Pastanella e Francesca Mozzi, rispettivamente classe 1979 e 1978, non erano che bambini. Eppure il loro primo lavoro lo hanno voluto de
28 Luglio 2010

RECENSIAMO TUTTO

Fu centro di scambi mercantili e ospitò un istituto di credito. Oggi del suo passato nel business conserva solo il nome. La biblioteca multimediale di Piazza del Nettuno ospita ogni giorno iniziative pubbliche per mamme, nonni e bambini: astenersi commercianti


di Alessandra Testa

In principio fu la sede delle transazioni commerciali della città. Era la fine del 1800 e qui cominciarono a riunirsi i mercanti bolognesi, poiché il podestà desiderava smettessero di fare affari all'aperto. Nella stessa area sorse l'ufficio del telegrafo, che si mangiò le stanze della residenza estiva del cardinal legato, ultimo avamposto dello stato pontificio. Le contrattazioni lasciarono presto spazio alla moderna economia e nel primo Novecento un grosso istituto di credito si insediò in quel bell'edificio il cui progetto si era ispirato&nb
22 Giugno 2010

Centri benessere

Un ospedale per le Caretta caretta ferite


di Alessandra Testa

Sono tutti diretti a Lampedusa, i turisti sul traghetto. Solo in pochi sanno che il vero paradiso si raggiunge scendendo alla fermata prima: Linosa.   Mentre scendi in direzione “silenzio”, ti viene in mente quella scena di Caro Diario in cui Nanni Moretti scappa da Panarea perché, appena sbarcato, si imbatte in una pazza che propone a lui e al suo compagno di sventura un elefante bianco per organizzare una cena molto, ma molto esotica. Quell' “arrivederci e grazie” pronunciato da Moretti è la filosofia che spinge chi fugge dalla città a cerca
16 Giugno 2010

Centri benessere

Dove il tuffo del sole nel mare non è solo un'attrattiva per turisti, ma un rito sacro


di Alessandra Testa

Sono le 17, è già ora di mettersi in fila ad aspettare il tramonto. Si fa un po' ovunque sulla costa occidentale dell'Australia, soprattutto nel caldo inverno, la nostra estate. Sarà l'emisfero australe, saranno i rossastri colori della terra: fatto sta che è difficile, durante tutta una vita, rigustare tramonti più suggestivi.    Potresti dire Monkey Mia, la baia in cui i delfini arrivano a sfiorarti i piedi sino a riva; indicare un qualsiasi punto del Kakadu Park, dove fu girata la pellicola di Crocodile Dundee; suggerire la collina del giardino c
10 Giugno 2010

RECENSIAMO TUTTO

Il centro lavoratori del sindacato dedicato ai migranti è una scialuppa di salvataggio per molti. Abbiamo recensito quello di Bologna


di Alessandra Testa

È un po' nascosto, ma tutti quelli che vengono da lontano sanno come trovarlo. È piccolo piccolo, proprio come ci si sente quando si arriva in terra straniera. Ma il poco spazio, in fondo, predispone gli animi: ci si sente, infatti, immediatamente più vicini. Del resto, lo spiegava alla perfezione un cartello esposto in una delle tante piazze “gialle” nel giorno del primo sciopero degli stranieri, lo scorso primo marzo: "Da vicino, nessuno è straniero".   È proprio questo il microscopico, e allo stesso tempo enorme, segreto de
05 Maggio 2010

Centri benessere

La Bologna dei canali, che fu centro di commerci navali durante il XIII secolo, sopravvive ancora oggi, fra colate di cemento e nuove mode. Piccoli scorci cittadini da (ri)scoprire e ammirare, pensando alle grandi città d'acqua del Nord


di Alessandra Testa

In via Piella, a Bologna, c'è una finestrella che dà sul canale. Quell'angolo di città è noto come la piccola Venezia. Se ti affacci fra i palazzi, vedi scorrere uno dei pochi tratti d'acqua che tra i primi del Novecento e il dopoguerra non fu ricoperto di asfalto dall'amministrazione comunale.   Bologna, un tempo, era una città d'acqua. Aveva ben cinque porti e fra chiuse, mulini e opifici avrebbe potuto vivere ancora a lungo di grano, lana e seta. Sui suoi canali si navigava e, da Ferrara, raggiunta remando sul Navile, si arrivava prima sul Po e poi al
03 Maggio 2010

LIBRI

Nel saggio Il Paese delle badanti, l'antropologo Francesco Vietti percorre a ritroso il viaggio delle migranti moldave che vengono in Italia per accudire i nostri anziani


di Alessandra Testa

La Signora conta le malattie ed io i suoi anni. Lei trattiene la mia giovinezza, io cullo la sua vecchiaia. (Tetyana Kochetygova, poetessa e badante)     Lunedì mattina, parcheggio del macello di Torino. È da qui che, ogni settimana, partono i pullmini per la Moldavia su cui le ragazze che assistono i nostri anziani tornano a casa. Strette strette fra pacchi chiusi con cura, buste coi soldi, fotografie e persino elettrodomestici di ultima generazione, affrontano una traversata di quaranta ore per poter riabbracciare i propri cari. E ricominciare, perché la loro
29 Aprile 2010

Arte

Scanner è il nome dell'installazione che l'artista slovacco Matej Krén ha realizzato per il museo MAMbo di Bologna. Più di 90mila volumi impilati in una torre che supera gli 11 metri di altezza. Imponente allo sguardo, ma visitarla è un'impresa per chi ama le emozioni forti


di Alessandra Testa

Sublime claustrofobia da un lato, delirio di onnipotenza dall'altro. Sono le due sensazioni diametralmente opposte che vivrete se troverete il coraggio di abbandonarvi a Scanner, l'imponente installazione di Matej Krén in scena fino al prossimo 25 luglio al MAMbo, il museo d'arte moderna di Bologna. Per la prima volta in Italia, il vate degli artisti slovacchi ha realizzato un vera e propria scultura di pagine per una delle sale del white cube nato nel 2007 negli spazi che un tempo furono del forno del pane.   Alta 11 metri e 70 centimetri e larga quasi altrettanto, l'enorme palizz
13 Aprile 2010

ATTUALITA'

Clausola compromissoria, e a volte anche dimissioni in bianco: i lavoratori potranno essere costretti a siglarle insieme al contratto di assunzione. Ecco quali sono le nuove norme che aggirano lo Statuto. E perché Napolitano non le ha ancora approvate


di Alessandra Testa

Immagina, dopo anni e anni di precariato, di poterti finalmente sedere al tavolo con un datore di lavoro per firmare l'agognata assunzione. Non stai più nella pelle dalla gioia quando, sul più bello, il tuo futuro capo ti mette davanti un foglio, che oltre al tuo contratto prevede una voce che ti pare quanto meno prematura. È la cosiddetta clausola compromissoria con cui ti devi impegnare, ancora prima di prender possesso della tua postazione, a non ricorrere al giudice del lavoro qualora dovesse aprirsi un contenzioso con l'azienda e a scegliere, ora per allora, di far de
18 Marzo 2010

RECENSIAMO TUTTO

Tutte quelle che non hanno i capelli lisci si lamentano: gonfi, crespi, sempre in balia dell'umidità. Ma se ci pensate un attimo, scoprite che i ricci presentano alcuni vantaggi non da poco...


di Alessandra Testa

I capelli ricci altrui sono sempre più belli. I ricci più ricci, le punte più sane, i colori più vivi. I tuoi, invece, paiono costantemente opachi, disordinati, decisamente flosci. Il sogno sarebbe, ah poterselo permettere!, una bella piega dal parrucchiere ogni fine settimana. Spazzola e phon orchestrati da mani esperte e, frivola felicità, la possibilità di sfoggiare capelli dritti come spaghetti sette giorni su sette. Invece no. La mattina esci di casa con i capelli bagnati sperando nell'effetto gel, a testa in giù riempi la chioma di schiuma
04 Marzo 2010

ATTUALITA'

E' l'altra faccia delle vicende Eutelia e Phonemedia: le grandi aziende chiudono in Italia e aprono al'estero, dove trovano lavoratori a costi e condizioni favorevoli. Così, nonostante la crisi, i gestori di telecomunicazioni aumentano i fatturati. E noi, da dipendenti o da semplici utenti, abbiamo solo da perderci


di Alessandra Testa

Chiamano dall'altra parte dell'Adriatico per proporre in un italiano stentato tariffe telefoniche agevolate. Si presentano come Antonio o Giovanni, ma in realtà bastano poche frasi per comprendere che quel ritornello lo hanno imparato a pappagallo e che sulla loro carta di identità alla voce “nato a” figurano piccoli e grandi cittadine di paesi come l'Albania e la Romania, dove il costo del lavoro è pari circa ad un quarto di quello italiano. Nelle aziende telefonano in orario di ufficio, nelle abitazioni ad ora di pranzo o di cena. Si qualificano come operator
26 Febbraio 2010

RECENSIAMO TUTTO

Scade la tassa regionale di proprietà sulle auto: si può pagare anche on line, noi però preferiamo il caro vecchio Aci. Sarà la scelta giusta?


di Alessandra Testa

Punto primo: arrivi davanti all'agenzia dell'Automobil Club Italiano più vicina a casa e la trovi chiusa. Sulla vetrina un bel cartello: affittasi locale. Punto secondo: di fianco c'è una tabaccheria, ma chissà perché non ti fidi. Meglio il vecchio Aci per il mio bollo, pensi. Punto terzo: l'altra agenzia del centro è ad almeno un chilometro di distanza. Ti incammini e poco importa se passi davanti a ben due uffici postali. Meglio il vecchio Aci per il mio bollo, ripensi. Mentre marci come un soldato, squilla il cellulare. Dove sei? Sto andando a pagare il
15 Febbraio 2010

FILM

Un'incantevole Sandrelli e un ottimo Mastandrea nell'ultima pellicola di Paolo Virzì. La prima cosa bella conferma la tradizione della migliore commedia all'italiana. E smentisce alcuni luoghi comuni


di Alessandra Testa

Il cinema italiano non sarà in salute, ma La prima cosa bella di Paolo Virzì è una vera boccata d'ossigeno. Forse il momento più alto della carriera del regista che, ancora una volta, caricaturizzando la realtà, finisce per fotografarla nella sua essenza più profonda. A dodici anni da Ovosodo, Virzì torna a girare nella sua Livorno e, come aveva fatto nel 2008 con Tutta la vita davanti, è spietato e, al contempo, terribilmente tenero nel muovere i fili dei suoi personaggi. Fra un flashback e l'altro, ripercorre quarant'anni di Italia
18 Gennaio 2010