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RECENSIAMO TUTTO

La pazienza non è low cost

Un viaggio con Ryan Air: difficile rilassarsi con le hostess che si travestono da teleimbonitrici e propongono senza sosta sigarette senza fumo, carissimi panini, profumi, giocattoli, souvenir e cineserie da duty free. E alla fine l'aereo si trasforma in un casinò volante...


di Alessandra Minervini


"Ungimi tutto" si dice quando una cosa è gratis e dunque molto gradita, a prescindere. Un parente stretto dell'ungimi tutto è il low cost. Che unge meno, prevede comunque una spesa minima, ma è pur sempre un prodotto/servizio cliccatissimo. Una maglietta costa due euro? Perchè no? Anche se ce l'ho già. Anche se appena la indosserò si sfileranno le cuciture. Anche se, in generale, è sempre meglio un vintage (costo zero: basta aprire l'armadio) che un H&M. 
 
La proliferazione delle aziende low cost spinge al consumo coatto più che al risparmio: se una cosa ce l'ho, perchè devo comprarla solo perchè costa due euro che, sommati ai due euro di ieri e a quelli di domani, fanno già sei euro che se avessi semplicemente aperto l'armadio avrei allegramente risparmiato? Stesso meccanismo vale per i voli low cost. Dove andiamo questo weekend? A Bratislava. Ma non dovevamo andare a Parigi? Lo so, ma Bratislava costa 2 euro. Viaggiare costa meno di fare la spesa, a volte. Tutto questo grazie a una compagnia aerea, la Ryanair, nata nel 1985 e che oggi collega 26 Stati europei su più di 951 tratte. I costi, se siete fortunati o se prenotate con lauto anticipo e se siete in grado di inserire i vostri effetti personali nel bagaglio a mano (una borsa poco più grande dello zaino delle medie; altrimenti l'imbarco del bagaglio fa lievitare i costi) sono parecchio convenienti.
Ricordatevi però di imbarcare anche la vostra pazienza (vi auguro che ne entri parecchia nel bagaglio a mano). Se in un aereo l'unica fonte di agitazione dovrebbero essere le turbolenze del cielo o quelle del sonno del tuo vicino di posto, in un aereo low cost ad esse si somma l'ansia da prestazione consumistica generata dalla pubblicità-taratatà. Durante il volo si assiste a una sorta di televendita vivente e in tempo reale, di cui è bene essere informati prima di prenotare. 
 
Il primo spot messo in scena è a favore della famosa (?) sigaretta senza fumo (parente del sale senza sale e dello zucchero senza zucchero) che viene offerta, solo per i clienti Ryanair, al favoloso prezzo di sei euro a pacchetto. Ogni pacchetto ne contiene venti e si può scegliere tra il gusto classico o alla menta. Attenzione, non è la sigaretta elettrica che vendono in farmacia. E' una finta sigaretta (tipo quella di Carnevale che i bambini fumano per far ridere i genitori), solo che contiene 0.8 milligrammi di nicotina. Si aspira, e non dà fastidio al vicino. La cosa più straordinaia è l'enfasi con cui la hostess, travestita da teleimbonitrice, sottolinea che: non è una sigaretta contro il fumo, ma senza fumo. Chapeau. Non se la compra a nessuno? Sbagliato, in quattro voli che ho preso di recente l'hanno comprata ben cinque persone e, cosa veramente sensazionale, c'è stato chi ha avuto il coraggio di scroccarla all'audace vicino che l'aveva appena acquistata, conquistadosi il sorriso a cinquantadue denti di Martina, la hostess.
 
Il viaggio prosegue, la televendita pure. Dopo la pausa sigaretta, si riparte con un'opulenta presentazione dei prodotti gentilmente in vendita in aereo: cosmesi, profumi, giocattoli, souvenir della compagnia di volo. Tutti a prezzi a prova di duty free. Giura Meredith, la seconda hostess imbonitrice. Finito lo shopping di alto bordo, ci vuole uno spuntino. Questa volta i prezzi salgono e per un panino e un bicchiere di vino (la felicità costa) si possono spendere anche dieci euro. L'equipaggio ci lascia in pace il tempo di stuzzicare la merende che già si riparte con l'ultima offerta nel giro di quaranta minuti: il gratta e vinci. L'aereo si trasforma in un casinò volante: perchè in effetti i prezzi sono vantaggiosi e per due euro di gratta e vinci potresti vincere una favolosa auto da quarantamila euro. Quale auto? Se vinci te lo dico, sembra rispondere il silenzioso sorriso di Monica, la terza hostess o croupier che dir si voglia. Il mio sorriso esausto le risponde: pensavo di essere dentro un semplice aereo, low cost certo, ma pur sempre un aereo e non un discount con le ali, che se avessi speso un euro per ogni cineseria che avete proposto avrei triplicato il costo del biglietto aereo. Allaccia le cinture e taci, invece, mi rispondo da sola. 
  
Mancano quindici minuti all'atteraggio che arriva prima del previsto, e in casi come questi è una manna dal cielo. La televendita è definitivamente terminata. O così sembra. Fino a quando uno stordito squillo di tromba precede l'ultimo saluto di propaganda: Welcome, this is Ryanair e bla bla bla.


Tags: Alessandra Minervini, discount, duty free, low cost, ryan air, sigaretta senza fumo, televendita,
18 Marzo 2010

Oggetto recensito:

UN VOLO CON RYAN AIR

giudizio:



7.146387
Media: 7.1 (47 voti)

Commenti

Se quei due spot

Se quei due spot ininteressanti servono a pagare un biglietto cosi' poco mi pare solo che un bene.Carssimi, anche io prendo low cost a profusione per motivi di lavoro e per ricongiungimenti affettivi.

caro anonimo, hai ragione non

caro anonimo, hai ragione non c'è nessuna prescrizione medica. Prendere o non prendere un low cost fa parte della libera scelta in libero stato, come poter scrivere un pezzo critico su un'esperienza del tutto personale. p.s. l'ordine l'ho segnato negli appunti. se vuoi te li passo. :)

alessandra

ciao alessandra, l l'articolo

ciao alessandra, l l'articolo è carino ma permettimi due precisazioni: prima le smokeless(10 per pacchetto), poi il servizio bar, poi gratta e vinci, poi articoli regalo; Lungi da me fare l'aziendalista ma voi non immaginate la pressione sugli assistenti da parte dell'azienda Inoltre le vendite(assieme agli altri orpelli) servono per mantenere i biglietti bassi dato che circa il 70% dei posti sono a tariffe minori di 30 euro.

poi,mi chiedo, prima delle low cost, quale era l'offerta di voli dieci anni fa?

p.s: nessuna prescrizione medica impone di volare low cost.

non é che voglia fare

non é che voglia fare l'avvocato del diavolo (preferisco easyjet a ryan air e gli orari e gli aeroporti di ryan sono a dir poco scandalosi) ma scusa cristina, per il check in on line, dopo averlo scritto cinquanta volte in rosso che é obbligatorio farlo prima della partenza (appena prenotato il biglietto, prima di prneotarlo, nella mail di conferma, sulla riservazione stessa...), si ricevono almeno due mail che invitano a farlo in fretta prima di partire (due settimane prima, il giorno prima..)... certo cosi' risparmiano sulla carta ma la cosa é ben indicata e parecchie volte non vedo un gran imbroglio!

Ma quale film hai visto? La

Ma quale film hai visto? La mia esperienza, come dico chiaramente, è dell'agosto 2009 e all'epoca l'obbligo del check-in on line (l'ho già scritto, ma forse repetita iuvant) l non era affatto "scritto 50 volte in rosso appena prenotato, prima di prenotare, nella mail di conferma". Nè tanto meno ho ricevuto, prima della partenza "almeno due mail che invitano a farlo in fretta prima di partire". Come ho scritto chiaramente, la novità - perchè di novità si trattava - era relegata esclusivamente nelle "news" del sito e stop. Dunque il "grande imbroglio" c'era eccome. Non mi sono inventata niente, di solito non vado in giro a raccontar balle e viaggio dall'età di 4 anni. Ancora: nel mio commento parlo chiaramente di contemporanee proteste di altri viaggiatori nei altri desk Ryan Air vicini a me. Se a te non è capitato , due le ipotesi: 1) la procedura è stata perfezionata successivamente, il che conferma che precedentemente era poco meno che truffaldina 2) la procedura non è stata perfezionata successivamente, è rimasta tal quale e tu ti sei fatto qualche strano film o sei il figlio del presidente della Ryan Air La Compagnia ti ringrazierà per la difesa d'ufficio. Cristina

Ho scritto lo scorso agosto

Ho scritto lo scorso agosto 2009, e inviato a tutta la stampa nazionale, questo pezzo sulla mia esperienza con Ryan Air:

RYAN AIR …low cost ?

Domenica 16 agosto 2009, aeroporto di Pescara. Volo Ryan Air per Cagliari. Il mio compagno ed io - biglietto acquistato on line, esibito al check-in con relativi documenti - siamo costretti (“Sennò non partite”) a pagare 48 € ciascuno come sanzione per “procedura incompleta” Motivo: al biglietto on-line - completo di tutti i dati, naturalmente - manca la “carta d’imbarco”. Recentissima sorpresa targata Ryan Air, questa: obbligo per tutti i passeggeri di stamparsi a casa la “carta d’imbarco”. Insomma fare check-in on line [se hai bagaglio da imbarcare, lo fai 2 volte: on line e in aeroporto (!) ]. Sennò multa: 40 euro, recitano le “news” del sito. A noi, di euro ne sono stati scuciti 96 ( 48 x 2, tre volte il costo del biglietto). 1) Finora in Ryan Air il check-in on line lo facevi se viaggiavi col solo bagaglio a mano. Ed era facoltativo. Della novità “check in on-line obbligatorio per tutti” si viene a conoscenza sul sito andandosi a cercare le news. Lettura non obbligatoria, va da sé, né certo da preferire in un sito la cui farraginosità non sembra casuale, bensì funzionale alla confusione che si vuol creare. Di contro, le numerose, sovrabbondanti comunicazioni inviateci dalla Compagnia, via mail e via sms, a conferma dei biglietti acquistati, non menzionano affatto il nuovo obbligo e le relative sanzioni. Di chi, dunque, la “procedura incompleta”? Non siamo degli sprovveduti al primo viaggio. Abbiamo esperienza di voli, tickets e check-in on line. Conosciamo procedure d’imbarco, regolamenti, obblighi, restrizioni. Tuttavia con Ryan Air le cattive sorprese sono frequenti e noi, pur preparati a questo per aver più volte volato R.Y. (grave errore, sì, questa reiterazione!...) ne abbiamo subito le conseguenze da…rapina. 2) Vane le proteste. “Se pagate, partite”. No paghi, no parti. Impenetrabili facce di gomma le addette agli sportelli: addestrate ad esigere/riscuotere, imperturbate non muovono muscolo. Qualche metro più in là, all’altro desk Ryan Air, altre proteste di incolpevoli passeggeri costretti a pagamenti extra per equivoci di varia tipologia, rimbalzavano contro altre facce di gomma. 3) E’ surreale che si sanzioni, e così onerosamente, l’assenza di un pezzo di carta che Ryan Air introduce quasi in sordina come obbligatorio. Una “incompletezza”che, è chiaro, non può arrecare né disagio al volo né danno alla Compagnia. Questa “multa” ingiustificatamente esorbitante, fatta sborsare dietro ricatto di non-imbarco, non somiglia a un’estorsione?... 4) E’ solo la più recente tra le sorprese che Ryan Air riserva ai suoi malcapitati utenti. La stessa farraginosità del suo sito [dicevo] sembra davvero studiata ad arte per confondere quanti più utenti è possibile, ai quali scucire poi onerosi inaspettati balzelli alla partenza. A chi - giova ricordarlo - ha già pagato, e in anticipo, il biglietto! Evidentemente l’Allegra Compagnia ha scoperto che inventarsi qualche novità nelle procedure ogni - diciamo - uno o due mesi, e sanzionarne la non conoscenza con salatissimi balzelli, è un trucco che paga, e bene. Con la partenza imminente e il ricatto dell’imbarco non consentito…il gioco è fatto. Così compensa - furbescamente - tariffe (apparentemente) basse mantenendo ingannevolmente l’immagine “low cost”. Ora attendiamo curiosi le novità di prossima invenzione. Chessò, “All’acquisto del biglietto, ogni passeggero esegua un salto carpiato con doppio avvitamento. In mancanza, al check-in multa da 100 € o più”. Redditizio e fantasioso, no?… Vergogna Ryan Air. Ma faccia attenzione, l’Allegra Compagnia, ché le vacche grasse non hanno lunga vita. La gente a farsi gabbare si stanca e magari torna al sano forconage d’altri tempi…

28.08.’09 Cristina Camaioni Via Rosselli 61 63013 Grottammare (AP)

Proprio questa estate sono

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Proprio questa estate sono giunta alle stesse conclusioni:l'aereo ryan air come la fiera del paese. A me è capitato anche che sppnsorizzassero una iniziativa di beneficienza, facendo leva sul fatto che tu turista ricco che vai in vacanza non potevi non aiutare i bambini meno fortunat . Con tutto il rispetto per i meno fortunati, sono rimasta infastidita dal modo - paternalista, irrispettoso e riduttivo verso i poveri - con cui l'iniziativa di beneficienza è stata proposta, ovvero facendo leva sul senso di colpa (?) del turista. Allora sì, è vero che si paga poco e si può viaggiare come non si faceva prima, però non posso non rimanere infastidita dalle pressanti richieste a sborsare soldi che tormentano il viaggiatore per tutta la durata del volo!

Mah, io trovo il tuo pezzo

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Mah, io trovo il tuo pezzo geniale. Mi spaventa che in questo paese si sia tanto abituati ad avere sempre una fregatura, che bisogna fare la critica della critica. Cara Alessandra, per accontentarci tutti, ti prego chiedi al tuo direttore di inserire due o tre spot per interrompere la lettura dei tuoi articoli!

Carssimi, anche io prendo low

Carssimi, anche io prendo low cost a profusione per motivi di lavoro e per ricongiungimenti affettivi. La mia è solo una riflessione ironica su quello che ci aspetta nel momento in cui viaggiamo Ryanair. Sono rimasta stupita dal marketing di questa azienda e l'ho scritto. Tutto qui. Lina sono con te: w il vintage!

Tutto vero quello che dici,

Tutto vero quello che dici, però credo che ognuno di noi è libero di scegliere se comprare le smokeless o il gratta e vinci di Ryanair, oppure, prendere solo un aereo per spostarsi. Cosa hai, in cambio di un po' di scocciatura? La possibilità di viaggiare, che altrimenti ti è negata. Ci sono persone che non viaggiano così, tanto per andare da qualche parte, ma per necessità - vedi chi vive e lavora lontano dalla famiglia d'origine. Con Ryanair io riesco ad andare a trovare i miei genitori anche solo per un fine settimana, dall'Emilia Romagna alla Sardegna. Con i bagagli che stanno benissimo nello zaino della scuola. Con Alitalia (e prima con AirOne) che hanno firmato un laborioso accordo di "Continuità Territoriale" con la Regione Sardegna, in virtù del quale hanno sovvenzioni pubbliche per garantire un prezzo di volo equo ai sardi, spendo almeno 150 euro A/R. E se desidero che anche mio figlio veda i nonni più di un paio di volte all'anno, quegli euro diventano 300. Se per caso volesse venire anche mio marito, 450. E allora squillino le trombe di Ryanair, che ha inventato i voli low cost, che riesce a chiudere i conti senza spennare il viaggiatore, (probabilmente anch'essa grazie a sovvenzioni, ma chissà perché solo la compagnia irlandese riesce poi a dare un biglietto davvero conveniente al passeggero!) anche se questo vuol dire tagliarsi la carta d'imbarco da soli o dover sopportare le hostess che tentano di venderti profumi panini e gratta e vinci. P.S. per le maglie scelgo sempre il vintage del mio armadio, rispetto alla maglietta che costa 2 euro e non mi serve. Sarà perché ho imparato a resistere alle sirene del consumismo - spesso sguaiate e invadenti anche fuori dai velivoli - che non mi spaventa la tentata vendita sui voli low cost?

Mah, alessadra minervini,

Mah, alessadra minervini, forse preferisci spendere 300 euro andata/ritorno arrivare in ritardo, perder il bagaglio e non ricevere alcun rimborso con una compagnia di linea (che sia air france o alitalia)? Se quei due spot ininteressanti servono a pagare un biglietto cosi' poco mi pare solo che un bene.

guarda che pure Ryanair è una

guarda che pure Ryanair è una compagnia "di linea"! infatti non fa voli charter

mah Giovanni te lo dico

mah Giovanni te lo dico io.... Alessandra secondo me con ironia e sagacia voleva solo descrivere una situazione delirante in mezzo alle nuvole...ben consapevole dei santi....low-cost. Detto questo anche se copre molte meno aree...io preferisco easy-jet!

assolutamente d'accordo,

assolutamente d'accordo, easyjet é una manna dal cielo

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