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CIBI

Quando la virtù è spinosa

Amato da Marylin e da Neruda, abbassa il colesterolo ed è indicato nelle diete. Che sia cucinato alla romana, con patate, alla giudia o ripieno, elogio del delizioso carciofo


di Carla Monaco

 


carciofo.JPGLi ho odiati a lungo e ferocemente, i carciofi. Colpa di mia madre, che quando avevo 16 anni mi costrinse a mangiarli controvoglia. Da allora, per almeno due decenni, questi frutti spinosi mi hanno sempre disgustata. Poi, lentamente, è cominciata la riconciliazione. Nel tentativo di trovare un rimedio al suo errore, mia mamma ha cominciato a cucinarli in tutte le salse, arrivando a prepararci persino il soufflé. 
  
Solo quando sono andata a vivere a Roma però ho imparato veramente ad apprezzarli, fino a perderci letteralmente la testa. Un po’ perché la qualità conta e, in tutto il mondo, non esistono carciofi migliori dei romaneschi. Grandi, teneri, senza spine. Praticamente perfetti per ogni ricetta. Un po’ perché, vivendo nella capitale, si può contare su un patrimonio golosissimo di ricette. Così quello che era un rifiuto deciso, dettato da un’antipatia violenta, è diventato in poco tempo un grande amore. Di più: una passione infinita, che mi fa aspettare ogni anno la primavera. 
 
Meglio così, meglio per me. Perché le mammole fanno veramente molto bene, sono praticamente un toccasana e dovrebbero entrare a far parte della dieta di tutti. Ricche di fibre, ma con un bassissimo contenuto calorico, sono consigliate nelle diete dimagranti. Chissà se lo sapeva anche Marilyn Monroe, che nel 1949 fu la prima regina del festival del carciofo, a Castroville in California. Sarà stato certamente più consapevole il poeta Pablo Neruda, altrimenti non avrebbe mai scritto né pubblicato la sua ode al carciofo. Come dargli torto? 
 
Le mammole non sono ricchissime di vitamine, ma contengono ferro, fosforo e potassio. Grazie alla forte presenza di flavonoidi e derivati dell’acido caffeico poi, aiutano ad abbassare il colesterolo, a proteggere il fegato e a stimolare la secrezione di bile. Sono un potente depurativo naturale e servono a disintossicare l’organismo. Il consiglio, dunque, è di mettere da parte eventuali antipatie e cominciare in fretta a mangiarle.

Al momento dell’acquisto, mi raccomando, scegliete bene. Ci sono varietà spinose come i carciofi verdi della Liguria e di Palermo e i violetti della Sardegna e della Toscana, di Venezia e Chioggia. Se li preferite non spinosi, come me, oltre ai romaneschi potete provare quelli campani e quelli di Catania. L’importante è scegliere frutti sodi, senza macchie, piccoli e con le punte chiuse. Il gambo deve essere duro, senza parti molli o ingiallite.
  
Una volta a casa, se sono freschi e hanno il gambo lungo, potete conservarli nell’acqua, come fareste con un mazzo di fiori. Altrimenti, dopo averli puliti e lavati con acqua e succo di limone (per non farli diventare neri), potete asciugarli e metterli in frigo dentro a un sacchetto di plastica o un contenitore ermetico.
 
A questo punto, non vi resta che decidere come prepararli. Le possibilità sono tante, una più stuzzicante dell’altra. C’è da dire però che non sempre sapore e salute vanno di pari passo, tenetene conto, prima di fare le vostre scelte. Noi, per aiutarvi a scegliere, abbiamo preso in esame le ricette più famose. Tanto per aiutarvi a valutare i pro e i contro. Buon appetito.



Tags: carciofi, carciofi alla giudia, carciofi alla romana, carciofi e patate, carciofi ripieni alla cecinese, Carla Monaco, diete, marylin monroe, Pablo Neruda, ricette,
05 Maggio 2010

Oggetto recensito:

I CARCIOFI

Carciofi alla giudia
Regione di provenienza: Lazio
Ingredienti: carciofi romani (mammole o cimaroli), sale, pepe e olio
Cottura: tagliati a rosa e fritti due volte, interi, in olio bollente
Curiosità: piatto ebraico del ghetto di Roma, venivano preparati per il kippur, la festa dell’espiazione, e si mangiavano dopo un giorno di digiuno totale e astinenza 
 
Carciofi alla romana
Regione di provenienza: Lazio
Ingredienti: carciofi, aglio, prezzemolo, menta, sale, olio e succo di limone. Alcuni aggiungono anche pangrattato
Cottura: stufati
Curiosità: come i carciofi alla giudia, anche i carciofi alla romana sono una ricetta di derivazione ebraica, entrata però a far parte a pieno titolo della tradizione italiana della Capitale 
 
Carciofi e patate
Regione di provenienza: Calabria
Ingredienti: carciofi, succo di limone, patate, prezzemolo tritato, formaggio grattugiato (pecorino o parmigiano), mollica di pane raffermo o pangrattato, sale, aglio, olio e peperoncino
Cottura: in teglia, al forno
Curiosità: questo piatto, ottimo anche freddo, prevede mille varianti. Per valorizzarlo di più, aggiungete le olive nere
 
Carciofi ripieni alla cecinese
Regione di provenienza:
Toscana
Ingredienti: carciofi, prosciutto, aglio, cipolla novella, prezzemolo, sedano, pepe, funghi, mollica di pane e olio
Cottura: farciti con il trito di odori, prosciutto, funghi mollica e poi ben rosolati al forno
Curiosità: i carciofi ripieni si preparano lungo tutto lo Stivale, passando da una regione all’altra cambiano gli ingredienti della farcia

giudizio:



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