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ARTE - CINEMA

Il Mostro e la mostra

Bob e Nico, vale a dire Roberto Benigni e Nicoletta Braschi. La rassegna multimediale curata da Giuseppe Bertolucci ripercorre i maggiori successi della coppia sullo schermo. E mentre le stanze del Palazzo Pepoli ospitano videoproiezioni e set cinematografici, i due protagonisti in carne e ossa recitano nei teatri di Bologna    


di Mirko Nottoli


Bob e Nico, ovvero Roberto Benigni e Nicoletta Braschi: una mostra organizzata dalla Cineteca di Bologna e dalla Fondazione Carisbo, nei rinnovati spazi di Palazzo Pepoli Vecchio, futura sede del Museo della Città, è un invito ad entrare nell’universo artistico e umano dell’attore premio Oscar. Uno dei pochi italiani viventi ammantato di sacralità, uno dei pochi viventi in generale che già sa di avere un posto assicurato nella storia. 
 
Un percorso lungo e articolato, immersivo e multisensoriale, quello ideato dai curatori, che alterna spezzoni di film video-proiettati sulle pareti, allestimenti scenografici all’interno delle sale, installazioni artistiche, ricostruzioni d’ambienti e un’infinità di cimeli e oggetti di scena, dai mobili ai vestiti, dai libri ai manifesti originali, dai gioielli agli accessori. Si comincia dagli esordi, a Roma nel 1975, dove Roberto incontra Giuseppe Bertolucci col quale gira il suo primo lungometraggio, Berlinguer ti voglio bene, alle prime apparizioni televisive al fianco di Renzo Arbore. 
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La parlata toscana che risuona tra le mura, la gestualità clownesca, il linguaggio vernacolare, il personaggio del sottoproletario comunista sono le basi su cui Benigni costruisce la propria storia. Verranno poi il Pap’occhio, Tu mi turbi, Non ci resta che piangere, Daunbailò ("I scream you scream we all scream for ice cream..."), verranno gli amici come Jarmusch o Troisi, i maestri diretti o indiretti come Fellini, Abbado, ma anche Charlie Chaplin, Buster Keaton, Totò e ovviamente Dante Alighieri.
 
Alquanto inevitabile che sia Roberto il fulcro catalizzatore intorno cui tutto si muove. Ciononostante la mostra non dimentica l’altra metà della coppia, Nico, Nicoletta Braschi che, come il titolo evidenzia, reclama pari dignità. Viene riservato il giusto spazio pure a lei e ai lavori anche eseguiti autonomamente rispetto al vulcanico marito, come Ovosodo di Virzì o Mi piace lavorare della Comencini. La sua carriera passa attraverso esperienze teatrali prima di approdare al cinema. I due si conoscono nel 1980 ed è insieme che firmano le opere più importanti e più belle - Il piccolo diavolo, Johnny Stecchino, Il mostro - culminanti, ca va sans dire, ne La vita è bella, premio Oscar come miglior film straniero nel 1999 e a Roberto Benigni come miglior attore. Il Benigni cineasta è assai criticabile ma vero è che gli oscar di casa nostra si contano sulle dita di due mani per cui forse è meglio tenerseli stretti. 
 
Si può dire che la mostra si componga di anime ben calibrate e amalgamate insieme: una più rigorosa e documentaristica, utile a seguire l’evolversi della carriera dei due attori ed una più onirica e spettacolare, capace con la sola forza della sugberlinguer.jpggestione, di gettarti all’interno dell’immaginario poetico dell’attore: un immaginario bislacco e surreale, buffo e malinconico, irriverente e lirico. Un brivido corre lungo la schiena quando d’amblée ci si ritrova catapultati nell’incubo della Germania nazista, all’interno del dormitorio lager de La vita è bella, perfettamente ricostruito, luogo simbolo dove magicamente Benigni riesce a compiere l’Eldorado di ogni comedian, e cioè la mirabile sintesi tra dramma e comicità (come era riuscito a Chaplin o a Woody Allen). 
 
Quasi come in un sogno di un film di Fellini, altro grande protagonista della rassegna, diventa la sede espositiva: Palazzo Pepoli appena restaurato e tornato a nuova vita, con il suo dedalo di sale che si susseguono alla stregua di un labirinto, illuminate o al buio, ricolme o spoglie, silenziose o riecheggianti, perfetto set architettonico entro cui far rivivere l’illusione del cinema attraverso un viaggio. Un crescendo wagneriano che raggiunge l'apice nel finale, quando sfocia nel grande salone delle feste, imponente per dimensioni ed eleganza, davanti ad una piramide di televisori accesi e accatasti uno sull’altro, vera e propria installazione di videoarte che avrebbe fatto la gioia di Nam June Paik.



Tags: Bob e Nico, bologna, Giuseppe Bertolucci, Mirko Nottoli, mostra, nicoletta braschi, palazzo pepoli, recensione, Roberto Benigni,
24 Maggio 2011

Oggetto recensito:

BOB e NICO, Roberto Benigni e Nicoletta Braschi, Palazzo Pepoli, via Castiglione 10, Bologna

Fino a: 6 agosto 2011
A cura di: Giuseppe Bertolucci
Orari: dal martedì al venerdì dalle 15 alle 22, sabato e domenica dalle 11 alle 22
Ingressi: 8 euro, ridotto: 7 Euro
Eventi Collaterali: a completare la mostra lo spettacolo live Tuttodante che lo stesso Benigni metterà in scena lunedì 20 giugno in Piazza Maggiore, la pièce Tradimenti di Harold Pinter con Nicoletta Braschi, all'Arena del Sole dal 14 al 16 giugno. Ovviamente non poteva mancare la retrospettiva cinematografica in Cineteca, a partire dal 21 giugno
Info: www.bobenico.it 

giudizio:



7.02
Media: 7 (6 voti)

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