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FILM

Stanno tutti bene. De Niro ancora meglio

Kirk Jones firma il remake di un film di Giuseppe Tornatore: dopo molto tempo, un padre torna a far visita ai suoi quattro figli sparsi in giro per il paese. La regia e il cast gli lasciano campo libero e l'attore settantenne giganteggia, in una parte che fu già dell'ultimo Mastroianni
 


di Andrea B. Previtera

 


Siamo nel 1990: Giuseppe Tornatore, ci racconta l’amarezza tutta nostrana dell’Italia di quei tempi, attraverso lo sguardo triste e obliquo dell’ultimo Mastroianni. “Stanno tutti bene”, si stringe nelle spalle in conclusione il protagonista, con una malcelata ironia alludendo alle disgrazie dei figli sparsi per la penisola. Kirk Jones, ai tempi, batte il ciak su degli spot per una nota marca di vodka e si avvia alla carriera di regista.
 
Passano vent’anni, e lasciati alle spalle i distillati di patate, un Jones affermato torna a impugnare quel copione proveniente da un altro mondo, da un’altra epoca, per trasportarlo negli Stati Uniti del 2010. I viaggi nel tempo, si sa, sono sempre rischiosi - ma questo parrebbe andare a buon fine, complice senza dubbio la presenza eccellente di De Niro.
 
Dunque Frank Goode è un uomo semplice, tranquillo, vedovo, e pensionato. Ha quattro figli, quattro figli di apparente successo in diaspora per le lunghe distanze del nordamerica. Spazi sconfinati, segnati in ogni dove dai cavi telefonici a cui Frank ha lavorato tutta la vita, ma che raramente sembrano portargli indietro notizie dagli eredi. Inevitabile, quindi, che le circostanze convergano in un viaggio di scoperta e riscoperta, con un occhio al microcosmo del protagonista e uno a quello dei “soliti” mutamenti sociali.
 
Stanno-tutti-bene.jpgE’ un “soliti” virgolettato e sbuffato, perché dal momento stesso in cui Frank lascia la sicurezza del prato inglese dietro lo steccato, sappiamo già a cosa la sceneggiatura vorrà esporlo: seperazione, adulterio, droga, ambiguità - il completo manualetto del predicatore da fermata dell’autobus, quel best seller mondiale intitolato Si stava meglio prima (Che tempi, che tempi signora mia – nell’ edizione tascabile).
 
Fortunatamente, Frank è Robert De Niro. Con dinamiche già osservate in molti altri lavori della seconda metà della carriera dell’attore, la regia lascia che il gigante si muova per conto suo con un taglio personale, e che il resto del cast gli si infranga contro. Come una sagoma messa a fuoco, su uno sfondo di figure appena distinguibili, come una voce registrata su una pista differente. E il Frank di De Niro è credibile, e tenero, e leggermente irritante, e delicatamente fuori luogo.
 
C’è una lentezza apparente nello scorrere degli eventi, così come appaiono superflue alcune sequenze – eppure non è così. Lento, superfluo, banale – sono aggettivi che popolano la vita reale molto più di quanto non lo facciano i loro estremi opposti, e Stanno tutti bene non è una storia di clamori o colpi di scena. E’ un racconto di vita, e come tale inscena piccoli teatri di prevedibilità, fa commuovere – ma non troppo, fa ridere con qualche battuta sciocca.
 
E così, stanno tutti bene. Sta bene Kirk Jones con un film maturo e ben composto dopo l’atroce Tata Matilda del 2005, sta benissimo De Niro nell’austera ruvidità dei suoi settant’anni, e stiamo bene anche noi. Magari con una lacrimuccia trattenuta qua e là, e un piccolo sbuffo con occhi sollevati al cielo per quegli ultimi minuti di cui non vi diciamo nulla, ma che siamo certi Tornatore avrà sconfessato.



Tags: Andrea B. Previtera, Drew Barrymore, Giuseppe Tornatore, Kirk Jones, marcello mastroianni, recensione, remake, Robert De Niro, Stanno Tutti Bene,
23 Novembre 2010

Oggetto recensito:

Stanno tutti bene di Kirk Jones, USA Italia 2009, 99 m

 

giudizio:



8.2575
Media: 8.3 (4 voti)

Commenti

Credo che nell'immensa palude

7.02

Credo che nell'immensa palude di film inutili e noiosi, la visione di questa prova attoriale di Robert De Niro meriti di essere vista. Sullla complessità della vicenda c'è poco da aggiungere alla lettura della trama, qui sopra ben svolta. Sulla faccenda del remake invece il film sembra dimostrare un assunto che da tempo vado maturando. Tornatore è un regista buono alle arrufianate da premi ma privo di qualsiasi spunto. Così, se un paragone è possibile fra il suo originale e questo rifacimento, il mio verdetto premia senza competizione alcuna questo utlimo "Stanno tutti bene" pur dispiacendomi per un giudizio che non dovrebbe riguardare due interpreti altrettanto straordinari come De Niro e Mastroianni. Tornatore - Jones 1 a 3!

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