GIORNALI
Il mensile più allegro? Va in carrozzella
Non è la solita rivista, e non solo perché ci lavorano ben 15 disabili su 19 redattori. Ma anche perché racconta storie positive, di chi ce la mette tutta. Si chiama Buone Notizie Bologna, e l'8 settembre organizza HandiShow, primo festival per attori e musicisti portatori di handicap
di Alessandra Testa
Scrivono, impaginano, pubblicano i 15 lavoratori con disabilità che operano all’interno della redazione della rivista cartacea più allegra del mondo e della cooperativa sociale di tipo B che la edita. Sono 15 su 19, la maggioranza una volta tanto. E non esiste cartella clinica o percentuale di invalidità a mettersi di traverso. Basta entrare in quel di viale Lenin 55 per capire che l’ironia è meglio di qualsiasi assistenza e, soprattutto, l’antidoto perfetto per superare, da una parte, gli sguardi pieni di pena dei cosiddetti normali e, dall’altra, l’alibi che spesso si dà per non reagire chi è «incarrozzinato» o «appesantito da una zavorra». Alla faccia del politically correct, i ragazzi di Buone Notizie delle parole create ad hoc per indorare la pillola (agli altri, non a loro) non sanno che farsene. Vanno dritti per la loro strada. E ridono, ridono rumorosamente e si divertono anche quando lavorano. Sarà forse per questo che il loro giornale - 32 pagine a colori e tanta tanta pubblicità - lo leggono in 20 mila ogni mese. Ventimila.
Sarà che i fatti che dal 2009 si leggono su Buone Notizie non hanno nulla a che vedere con quelli pubblicati sui quotidiani. Guerre, omicidi, la pochezza della politica. Del resto, lo stesso nome della testata ne è una testimonianza: in essa si leggono - direbbe Raymond Carver - storie di chi ce la mette tutta. «Persone, associazioni, istituzioni che si sbattono - sottolinea Negri - per migliorare la società, trasformandosi in tante piccole gocce che donano un po’ di speranza». Come quell’impresa che produce senza inquinare, quel progetto di scambio culturale a livello internazionale o quel Comune che per la sua energia ha scelto il fotovoltaico. Non c’è, però, rosa senza spine: ed ecco allora che il periodico ospita il cosiddetto “Angolo spinoso”, la rubrica “Non se ne può più” e quella delle lettere. Non mancano nemmeno gli itinerari turistici, gli spettacoli consigliati, lo sport, le offerte di lavoro, i racconti e rebus e cruciverba per ingannare il tempo.
Stessa filosofia da combattenti - c’è da scommetterci - sarà garantita anche dalla prima edizione di HandiShow, in scena nello spazio Estragon della Festa dell’Unità di Bologna. Su quel palco attori e musicisti portatori di handicap cercheranno il proprio posto nel mondo dello spettacolo. Con una dedica speciale al cantautore Pierangelo Bertoli. «Nessun ghetto, nessuna atmosfera da ospedale né tantomeno una Woodstock per sfigati», assicurano Marcello Cominelli e Clinio Occhi che si stanno facendo in quattro affinché tutto funzioni per il meglio. Ma professionalità, tanta grinta e la promessa di un bis già l’anno venturo, anticipato (perché no) da tanti altri piccoli appuntamenti in giro per la provincia. E c’è già una prima idea: uno spettacolo del comico David Anzalone, uscito da poco in libreria con Handicappato e carogna (Mondadori). Manca solo il suo «sì, ci sto».
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08 Settembre 2011
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