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LA TV IDEALE/3

Come TVorrei

Prosegue la  serie di articoli in cui gli intellettuali immaginano la televisione del futuro. La giornalista e scrittrice Sandra Petrignani compila una lista di desideri indirizzata a chi riformerà i palinsesti, elencando tutto ciò che le piacerebbe vedere (e non vedere più) sul piccolo schermo 


di Sandra Petrignani

Hug your television, immagine tratta dalla campagna della Apple per la promozione dell'Ipad


Vedo poco la tv. Quando capito su vecchi spezzoni della televisione che vedevo da piccola o da giovane (metti Studio Uno ecc.) m’incanto a guardarla. Vuol dire che voglio programmi vecchi? In ogni caso non so immaginare una tv del futuro che potrebbe piacermi, non è il mio compito. So quel che non mi piace: l’uso politico della tv (anche quando propugna idee che potrei condividere), quando viene occupata da gente che, autoeleggendosi migliore degli altri, ne fa tribuna del proprio ego dichiarando (e autoconvincendosi) di impegnarsi per il Bene Nazionale.
 
Dalla tv voglio che m’informi in modo trasparente, che mi diverta in modo elegante e intelligente, che mi offra bei film e non schifezze da botteghino per cerebrolesi. Vorrei, attraverso la tv, scoprire qualcosa di nuovo (sul piano culturale, economico, sociale) e non sentirmi ripetere quel che già so o veder pubblicizzati libri, persone, fatti sotto forma di propaganda nascosta. 
 
Vorrei vedere e ascoltare lunghe interviste a grandi personaggi che magari non conosco perché hanno un pensiero complesso e i giornali li trascurano. Vorrei che il loro pensiero non potesse essere facilmente ricondotto a un orientamento politico. Vorrei essere messa al corrente di storie, di vite fuori dal comune: sapere che, per esempio, in Nuova Zelanda qualcuno ha inventato un modo di stare al mondo, in comunità, in famiglia, in azienda secondo uno schema mai sperimentato prima.
 
Ma proviamo a scendere sul concreto, partendo da quel che già c’è e andiamo per sottrazione. Vorrei, prima di tutto, che si togliesse automaticamente l’audio, quando una voce supera i quaranta decibel, così il politico sguaiato, la conduttrice urlante, sarebbero subito, scientificamente, messi in condizione di non nuocere. Punirei con la reclusione in un carcere di massima sicurezza chiunque osasse fare esibire i bambini (al di fuori di zecchini d’oro a loro riservati) mascherandoli da adulti. Metterei una taglia sull’Isola dei Famosi e rieducherei a una mimica umana la Ventura e simili. Spedirei a seguire stage presso il canale Artè chiunque dovesse essere incaricato di progettare e realizzare programmi culturali.
 
E poi vorrei tanti documentari biografici: programmi che ricostruissero la vita di scrittori, personaggi, scienziati, poeti, artisti ecc. in un modo serio, ma non noioso, andando sui luoghi che li hanno visti protagonisti, nelle loro case, sulle loro tracce, intervistando testimoni, facendo parlare i luoghi. 
 
Vorrei una “banca” completa di film di tutti i generi, epoche, paesi, a cui poter accedere liberamente, e divisi in categorie a cui affidabili critici cinematografici avessero attribuito indicazioni generiche ma capaci di orientare, tipo “per cinephiles”, “splatter”, “onesto intrattenimento”, “geniale”, “solito giallo”, “insolito giallo”, “per tutti senza infamia”, “cine panettone”, “infame corsa di automobili all’interno delle città”, “romantico d’antan”...



Tags: arte, documentari, film, intellettuali e la televisione, Isola dei Famosi, reality show, Sandra Petrignani, televisione, tv ideale,
19 Novembre 2010

Oggetto recensito:

La tv ideale

Altri articoli della serie:
I teleducati di Carlo D'Amicis
Tele dico chiare di Michela Murgia
A chi serve la tv di servizio di Peppino Ortoleva
La rivoluzione non è una prima serata di Antonella Cilento
Fuori Orario di Roberto Alajmo

Interventi arrivati in seguito all'appello lanciato anche da questo articolo sul quotidiano online Affaritaliani
Pedagoghi, alla larga dalla mia cara, vecchia, stupida tv di Ottavio Cappellani 

giudizio:



8.01
Media: 8 (6 voti)

Commenti

Complimenti a Sandra

9

Complimenti a Sandra Petrignani per l' articolo.

La tv è molto peggiorata, per poter raggiungere un pubblico sempre maggiore ha "abbassato" il messaggio per far si che tutto potessero "capirlo" , dal "volgo" al volgare. Come se si desse per scontato che la "massa" essendo massa è ignorante o comunque NON colta , quindi meglio qualcosa di urlato , con scene prurigiose, meglio se una piazza virtuale dove ci si insulta ( nella plitica , nel calcio , negli show) in cui chi ha un idea diversa non è una possibilità di aprire i nostri interessi ma un NEMICO da zittire. Ma il vero imbarbarimento è che si è passati dall' essere DEI CITTADINI ad essere CONSUMATORI. il pubblico televisivo non ha più diritti ma solo il dovere di acquistare. Quindi più è facile far credere che quell' oggetto è un "must" e necessita di un nostro piccolo sacrificio ecnomico, ad un pubblico "comandabile" , NON informato.

è impossibile in questa

è impossibile in questa italiana fascista e chierichetta.

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