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TEATRO

Pirandello con il trucco da clown

Nella cornice del Museo del Bargello di Firenze, Sandro Lombardi e Roberto Latini hanno debuttato con L'uomo dal fiore in bocca


di Sergio Buttiglieri


Ormai è una piacevole tradizione: ogni anno Sandro Lombardi, uno dei più interessanti attori del nostro migliore teatro - lo stesso che in passato ci aveva stupito con Gabriele D’Annunzio, Giovanni Testori e Thomas Bernhard - ci regala un’altra sofisticata interpretazione, all'interno di un contenitore eccezionale: il museo del Bargello di Firenze, che, come forse non tutti sanno, contiene notevoli capolavori, fra cui alcune sculture di Michelangelo e del Giambologna.
4. 1357.jpgLo spettacolo si svolge nell'antico cortile colmo di decorazioni, attorno al pozzo su cui è installata una sorta di architettura ferrosa dalle mille aperture, a metà fra una voliera e le sculture dei mitici Kew Garden di Londra, calzante metafora delle mille possibili esistenze che ognuno, volendo, può percorrere. 
  
Quest'anno il Bargello assieme a Roberto Latini, che qui cura anche la regia e le scene, ci ha regalato, in prima nazionale, un breve racconto di Pirandello, L'uomo dal fiore in bocca. La vicenda sembra apparentemente un banale incontro fra due persone in una stazione ferroviara: uno ha perso il treno e l'altro, che ha visto la scena, comincia a intrattenerlo. Da un tono cronachistico, piano piano, passando attraverso una larvata citazione delle smanie della villeggiatura goldoniane, si arriva a un piano metaforico spinto in cui i due attori sono uno il riflesso interiore dell'altro.
 
I tanti pacchetti con cui il protagonista doveva prendere il treno, forse non sono altro che i tanti ingombri che intralciano, o che riempiono, nel bene e nel male, la nostra esistenza. Non facciamo in tempo a prenderli in mano, questi pacchetti e pacchettini, che già ci accorgiamo che non c'è più tempo, e il percorso che pensavamo di fare è svanito nel nulla. In questo racconto, in cui, non a caso, si trova una delle più belle elegie sul confezionamento dei pacchetti (e sui commessi, subito pronti a mettervi "il cappio al dito") è presente, più volte ripetuto, un inno a quella sorta di metapalcoscenico in cui noi amiamo tuffarci ogni volta che osserviamo una vetrina per strada, per attaccarci "con l'immaginazione alla vita, come un rampicante attorno ale sbarre della cancellata". 
 
In Pirandello c'è un profondo amore per la vita degli altri e, quindi, per il teatro, in cui ama immergere se stesso e noi, fino a percepire quel particolare alito che vi ci cova dentro. E qui Lombardi, in guanti bianchi, con il suo cilindro, con quella maglietta a righe orizzontali bianche e nere, col viso pittato da clown e la paura per lo stesso sangue che gli pulsa nelle vene, è molto bravo a farcelo sentire, quel respiro, anche interpretando una novella apparentemente minore. In pochi attimi ha la capacità di farci percepire “il gusto della vita che non si soddisfa mai, perchè la vita, nell'attimo stesso che la viviamo, è così sempre ingorda di se stessa che non si lascia assaporare”. 
 1. 1455.jpg
Proprio pochi giorni fa, al Salone del Libro di Torino, Umberto Eco ricordava come la memoria fosse la vera anima dell’uomo. E’ quello che in fondo Pirandello diceva proprio qui: “il sapore è nel passato che ci rimane vivo dentro, ricordi che sono sciocchezze, noie ma che col tempo compongono la nostra effimera vita.”
Vita che ci pare eterna, e quindi sprecabile all'infinito, dietro a mille pacchetti e pacchettini, finchè qualcuno, aiutato da un provvidenziale lampione, non ci scorgerà un piccolo neo dal nome dolcissimo - Epitelioma ad esempio - che non riusciremo a toglierci di dosso come se si trattasse di un semplice insetto. La morte è qualcuno che ti pianta un fiore in bocca e ti dice: “tientelo, passerò appena sfiorito”; e i fiori si sa, sfioriscono presto. E quindi è inutile perdere tempo in pacchetti e pacchettini. Meglio percorrere a piedi la strada e gustarsela, magari osservando con rilassata attenzione un cespuglietto e immaginarsi che tanti sono le foglie di questo cespuglietto, tanti sono i giorni che ci rimangono.



Tags: L'uomo dal fiore in bocca, Luigi Pirandello, morte, Museo del Bargello, pacchetti, Roberto Latini, Sandro Lombardi, Sergio Buttiglieri, umberto eco,
08 Giugno 2010

Oggetto recensito:

L'uomo dal fiore in bocca, di Luigi Pirandello, regia di Roberto Latini

Prossimamente in scena: a Mantova il 23 giugno e ad Asti il 25 giugno
Roberto Latini: autore anche di un recente Iago Desdemona ed Otello, struggente collage di solitudini, che ha debuttato a Castiglioncello la scorsa estate  
Il resto della locandina: costumi di Marion D'Amburgo, luci di Gianni Pollini, musiche originali di Gianluca Misiti  
Produzione: Compagnia Sandro Lombardi
Ultimissime: il premio Arlecchino d'oro è stato assegnato a Sandro Lombardi a Mantova nel giugno 2010

giudizio:



8.604
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