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TEATRO

Puskin malridotto

Il regista lettone Alvis Hermanis appena un anno fa ci aveva letteralmente stregati con Sonja. Oggi, ospite al Festival Vie di Modena, si ripresenta con Onegin, versione poco convincente del grande romanzo in versi: e l'incanto, ahinoi, si spezza...


di Sergio Buttiglieri

 


Avevamo riassaporato recentemente la poetica di Alvis Hermanis in occasione del Festival Cantiere Europa di Firenze, dove ha presentato Sonja, uno dei suoi lavori più poetici. Lo spettacolo, visto per la prima volta a Modena, è di quelli capaci di lasciare quelle ferite emozionali che il teatro deve provocare, aperte e sanguinanti anche a distanza di tempo. In quella pièce, due bravissimi attori della sua Compagnia di Riga "danzavano" in perfetta sincronia mentre interpretavano due strampalati ladruncoli alla ricerca di chissà che cosa, dentro la casa di un'umile signora, Sonja, che non incontreremo mai. Poi, senza apparente motivo, uno di questi due indossa i suoi vestiti: rivive i suoi gesti quotidiani, la sua solitudine, le piccole insignificanti ritualità che raccontano tutta la sua esistenza, mentre l’altro legge le sue lettere e quelle scritte da chi l’aveva cinicamente abbindolata per tutta la vita facendole credere che esistesse veramente chi l’amava e la desiderava, pur non potendole stare accanto perché già infelicemente sposato.
 
onegin-03.jpgUno stratagemma teatrale che trasforma il ladruncolo in narratore e ci fa spiare le piccole emozioni di questa casalinga impacciata e malvestita, che ogni sera guarda fuori dalla finestra, verso una certa stella, convinta che nello stesso momento il suo inesistente amante lo stia facendo. Una donna che aveva accumulato una iperbolica montagna di lettere false che ad un certo punto, come una inaspettata valanga, si rovesceranno in scena togliendoci il fiato.
Una vita inventata, smascherata e umiliata, ma comunque più "reale" di tutte quelle di chi ama infierire sui sentimenti altrui.
 
Aspettavamo al varco il ricomparire delle stesse emozioni mentre riguardavamo Onegin, il suo ultimo lavoro al debutto nazionale al festival Vie di Modena, ma non si sono presentate. Tutto ci è parso più spento, sensazione a cui contribuiva anche la traduzione simultanea dal lettone, declamata in maniera stentorea dentro i nostri auricolari, che toglieva concentrazione: una lettura didattica e commentata sul testo di Puskin, e sui costumi della società russa dell’epoca, che una vera e propria opera teatrale. Non convince l'atmosfera, che sfiora i crismi del documentario alla Piero Angela: lo scimmione che zompa fra un letto e una libreria in questo interno in stile biedermeier, a fare da contraltare al protagonista Eugenio troppo caricaturalmente dandy. Un’esplosione di fisicità, un uomo sgraziato, donnaiolo e attaccabrighe, che morirà in duello come il protagonista del suo poema, entrambi uccisi dai loro amici del cuore: è una possibilità di identificazione tra l'autore e il suo protagonista cui però l'eccesso grottesco toglie poesia e forza interpretativa. Cosi' come il “treccione” delle due donne avrebbe forse voluto rappresentare il nucleo istintuale della pulsione amorosa, ma anche in questo caso il risultato è lontano dall'esser raggiunto. Una scena fissa si animava continuamente tramite la proiezione, francamente didascalica, d’illustrazioni stereotipate dell’epoca: la carrellata iniziale di ritratti che illustrava tutte le conquiste femminili di Puskin assomiglia addirittura ad una citazione dell’ultimo film di Tornatore.
 
Il romanzo in versi di Puskin, ci ricorda Lukács, è "un'enciclopedia della vita russa": la figura di Tatjana è, in qualche modo rappresenta la nostra società in transizione, e quel che ci ha mostrato Hermanis non ce lo ha fatto proprio percepire. Anche gli applausi poco convinti, alla prima modenese, confermano lo scarso esito della prima, pure in una rassegna solitamente prodiga di avvenimenti interessanti.



Tags: alvis hermanis, Modena, Onegin, prima, Puskin, recensione, Sergio Buttiglieri, Sonja, Vie,
27 Maggio 2013

Oggetto recensito:

Onegin, regia di Alvis Hermanis

Il Festival: Vie di Modena è ancora in corso, e ospiterà il nuovo spettacolo di Pippo Delbono, Orchidee, il 31 maggio e il 1 giugno al Teatro Comunale. Tutte le informazioni sul sito ufficiale

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