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ritratto di Gaia Rayneri
di Gaia Rayneri

Due personaggi in cerca di editore / seconda parte


Abbiamo parlato qualche giorno fa di Gaia Altieri Rotondi, personaggio di un romanzo inedito che è uscito dalla pagina scritta per tuffarsi nell'oceano del web, e diventare una vera e propria “icona di nuova generazione” (dice l'autrice, che lo sostiene la stampa, sostiene). Ma gli editori, incalliti, continuano a rifiutare Altre cento me, il romanzo-habitat di Gaia, anche se ormai, sostiene l'autrice, avrebbe un successo assicurato, forte di 3000 fans su Facebook, tutti sicuri acquirenti prossimi venturi.
Così si è resa necessaria la discesa in campo di un altro personaggio, che con l'arma della narrazione sconfigga ogni titubanza editoriale. È toccato questa volta a Evelina Calvi, che nel “romanzo” è la psicanalista alla quale la fashion-victim Gaia si rivolge per cambiare vita. La ritroviamo invece qui, in carne e web, nelle pagine di menstyle.it, in veste di consigliera, dispensatrice di saggezza in pillole, portavoce dei problemi di “ogni donna” (l'incubo delle valigie, gli amori, la menopausa... nulla che tenda particolarmente all'universale, o che lasci intravedere anche solo qualche barlume di coscienza di genere).
 
Quest'analista ha però “una marcia in più”: è transessuale. Apprezzabile volontà di dare voce a un mondo sommerso? Tentativo di far uscire dalla marginalità una voce più che mai protagonista dell'attualità politica e giornalistica italiana, che finalmente parli e non lasci semplicemente che le si parli addosso? “No”, risponde fieramente l'autrice in una videointervista su Youtube. “Strategia di marketing. Siccome la rivista per cui scrivo ha un target sia maschile che femminile, abbiamo pensato che l'idea di una psicologa transessuale fosse il modo migliore per far colpo su entrambi”. Poco importa se l'autrice sembra non essersi nemmeno ricordata che in Italia esistono 30mila soggetti transessuali/transgender che potrebbero parlare da sé. Poco importa se la dottoressa Calvi arriva addirittura a parlare con nonchalance di mestruazioni e di menopausa, come se appartenessero al suo vissuto personale. Al mercato piace così, e anche ai futuri acquirenti di questo “capolavoro”. 
 

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Alla cortese attenzione del Direttore di Giudizio Universale                               15/02/2010
 
Domanda di rettifica da parte di Stefania Nascimbeni
 
 
 
Gentilissimo Direttore, Sig. Remo Bassetti,
con la presente le richiedo la rettifica di un articolo pubblicato da una sua collaboratrice, Gaia Raynieri, in data 21 dicembre 2009.
 
Ne riprendo alcuni estratti:
 
<<Abbiamo parlato qualche giorno fa di Gaia Altieri Rotondi, personaggio di un romanzo inedito che è uscito dalla pagina scritta per tuffarsi nell'oceano del web, e diventare una vera e propria “icona di nuova generazione” (dice l'autrice, che lo sostiene la stampa, sostiene). Ma gli editori, incalliti, continuano a rifiutare Altre cento me, il romanzo-habitat di Gaia, anche se ormai, sostiene l'autrice, avrebbe un successo assicurato, forte di 3000 fans su Facebook, tutti sicuri acquirenti prossimi venturi.>>
 
Chiarisco subito che l’autrice, Stefania Nascimbeni, io, non sostiene né ha mai sostenuto di avere il sostegno di nessuno, mi scuso per il gioco di parole, bensì di aver riscontrato un grande interesse da parte della stampa, che ha studiato il fenomeno parlandone a sua volta.
A dimostrazione di ciò la mia rassegna. Elenco solo alcune testate che hanno parlato del mio progetto: Ansa, Gente, Glamour, Il Giorno, Sobjective, Cremona On line, Periodicamente, Menstyle.it, Pomeriggio 5 (Mediaset), Protagoniste (Sky 125) e altri siti internet.
Da come la vostra redattrice ha scritto, sembra che io millanti fatti non reali.
 
Non esistono editori incalliti che continuano a rifiutare la pubblicazione del romanzo, tutt’altro, mi stanno contattando nomi accreditati che vorrebbero inserire il mio progetto in un contesto inedito e adeguato alle aspettative che si sono venute a creare sul personaggio di Gaia. Ho dovuto rifiutare diverse proposte perché non erano consone al suo miglior commercio editoriale. E questo dopo attenta e lunga riflessione.
 
Non capisco perché poi si parli al condizionale (è forviante), asserendo che Gaia ‘avrebbe’ 3000 fan nel mondo di Facebook. E’ tutto documentato: 3.500 gli utenti nella sua pagina, 200 i fan del suo fan’s club, altri 200 gli utenti dei suoi gruppi di lettura e circa 8.200 visite nel portale della Dssa Calvi su Menstyle.it, più altre 5.500 nel blog di Gaia su style.it.
Parliamo di 17/18.000 utenti circa, sui quali è stata fatta un’area test: di questi la metà hanno letto sinossi, incipit e alcuni estratti del romanzo e hanno sottoscritto che l’avrebbero letto volentieri.
Perciò, il numero di lettori potrebbe aggirarsi intorno ai 9.000, 9.000 copie vendute alla prima uscita.
Numero che si è notevolmente incrementato rispetto all’intervista fatta da Sobjective che vedete su You Tube, girata nell’aprile del 2009.
L’obiettivo non è affatto diventare ‘famosa’ né ricevere bei vestiti dagli stilisti, come la stessa redattrice scrive in un articolo precedente, ma creare una strategia di mktg non convenzionale in grado di dimostrare all’editore che nonostante il romanzo sia opera di un’esordiente possa avere comunque riscontro e avere un numero di copie potenzialmente già interessate alla vendita.
Vd il discorso dell’area test citato sopra.
Naturalmente l’idea è piaciuta ed è stato automatico essere invitata a delle rassegne.
Vorrei precisare che sono impegnata in cause importanti e che appena posso mi metto a disposizione per associazioni che lavorano su progetti umanitari. In questo senso, sì, uso il personaggio per fare rumore. Non credo sia così da condannare, però, il fine ne giustifica i mezzi.
 
E ancora:
 
<<“No”, risponde fieramente l'autrice in una videointervista su Youtube. “Strategia di marketing. Siccome la rivista per cui scrivo ha un target sia maschile che femminile, abbiamo pensato che l'idea di una psicologa transessuale fosse il modo migliore per far colpo su entrambi”. Poco importa se l'autrice sembra non essersi nemmeno ricordata che in Italia esistono 30mila soggetti transessuali/transgender che potrebbero parlare da sé. Poco importa se la dottoressa Calvi arriva addirittura a parlare con nonchalance di mestruazioni e di menopausa, come se appartenessero al suo vissuto personale. Al mercato piace così, e anche ai futuri acquirenti di questo “capolavoro”.>>
 
Cosa c’entrano i 30.000 transessuali italiani? La Dssa Calvi è solo un personaggio romanzesco, che è piaciuto così tanto alla Direttrice di Menstyle da propormi di creare il suo blog, sì, anche perché perfetto connubio uomo-donna.
Ed è ovvio che parli attraverso al voce della sua creatrice… se no di chi?
Al mercato piace così, e piace ai futuri acquirenti di questo ‘lavoro’ portato avanti con tanta fatica, che merita un po’ più di rispetto da chi non l’ha capito perché non ha saputo documentarsi a dovere.
 
Grazie.
 
Colgo l’occasione per porgerle i miei più cordiali saluti,
 
Stefania Nascimbeni


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Media: 6.8 (31 voti)

Inserito da Gaia Rayneri - 21 dicembre, 2009 - 15:59


Commenti

Rayneri non hai mai avuto

Rayneri non hai mai avuto ragione pero' questa volta hai torto.

va bene che il web è il luogo

va bene che il web è il luogo delle parole in libertà, e lungi da noi pretendere solo elogi (siamo i primi a criticare tutto), però ragazzi, ci aspetteremmo delle critiche motivate (una volta si diceva "costruttive"), e non solo attacchi che hanno più il sapore del personale...

Gentilissima Gaia, mia

Gentilissima Gaia, mia omonima in fatto di 'doppio' editoriale.... sì sono proprio l'autrice di Gaia Altieri Rotondi. Prima di tutto, grazie per avermi dedicato due volte attenzione sul suo spazio! Ma, non so se lei è giornalista vera o solo blogger, mi sento in dovere di chiederle alcune rettifiche (che sono regolamentate da severe norme in materia di tutela editoriale, sempre che lei sia una vera giornalista dovrebbe esserne a sapere). Gli editori 'incallini' non continuano a rifiutare proprio niente, lei cosa ne sa, mi scusi? La prossima volta verifichi le sue fonti e mi proponga un'intervista piuttosto, se ha dei dubbi. Prima regola del giornalismo: verificare le fonti! In secondo luogo, non ci sono cose che io sostengo... ma che sono oggettive e documentate, quindi si documenti a sua volta e vada a vedersi la lunga rassegna stampa che mi è stata dedicata in questi mesi! Neppure questo è opinabile. Altro suo errore giornalistico. Ad oggi gli utenti registrati nella mia area test sono 18.000 circa, non solo su Facebook è ovvio, e non lo sostengo io ma trova tutto registrato in rete. Ennesimo errore, mi spiace! In ultimo, che ci siano N (numero non definito) di transessuali in Italia.... mi scusi ma questo che c'entra? La Calvi vuole essere rappresentata una donna come le altre, le dà fastidio questo? Se sì, perché? Per una volta che qualcuno ha un'idea originale, con una base culturale, che sa bene cavalcare il marketing del momento... per una volta che una giovane impresa prova a sfondare con le sue sole forze e senza raccomandazioni.... per una volta che una ragazza non vuole diventare velina ma qualcosa di più, le sembra il caso di fare certe illazioni?

Ho la netta impressione che

1.08

Ho la netta impressione che quando scrivi tu non pensi a niente.Il nulla.Il vuoto pneumatico.

Mi sono sempre piaciuti i

Mi sono sempre piaciuti i commenti costruttivi, quelli che permettono di crescere. Che bello che i lettori di questa rivista continuino a darmene la possibilità.

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