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APPUNTAMENTI MUSICALI

Altro che il Festival

Dal Rock en Seine allo Sziget, mappa dei migliori eventi dell'estate europea


di Simone Dotto


Gli italiani lo fanno peggio. Rassegnamoci: saremo anche quei canterini festaioli che all’estero adorano, ma quando si tratta di organizzare eventi musicali di una qualche consistenza, stiamo indietro anche al più glaciale dei nordici. Le grandi città come Roma e Milano hanno definitivamente gettato la spugna, e da poco abbiamo visto accartocciarsi su se stesso anche quel Piemonte che appena un paio di anni fa sembrava un terreno fertile, pronta ad accogliere realtà finalmente diverse.
 
E’ una questione di “mentalità” come si dice sempre in questi casi, un’affermazione tanto banale quanto veritiera. Di fronte a tanti focolai di resistenza piccoli e volenterosi, i festival che osano valicare la barriera del medio-grande si trovano spesso schiacciati dalla sindrome del cartellone. Sono solo i grandi nomi quelli che “tirano” dalle nostre parti: tutto ciò che in termini di popolarità si trova un gradino più sotto non ha speranza di interessare altri che il solito nugolo di cultori e addetti ai lavori. Gli unici, pare, che ammettano di andare a un concerto senza sapere già da prima quali pezzi verranno suonati. 
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Ecco perché queste nostre “rassegne” somigliano spesso a delle grandi fiere di paese, dove per assistere ad un paio di live come si deve tocca sempre pagare il fio con lo spettacolo del cabarettista di turno o  l’esibizione del corpo di ballo. Ecco perché quei pochi pezzi grossi che ancora riescono a radunare line-up internazionali si guardano bene dal distribuirle su più di un palcoscenico (come invece accade in praticamente tutti i corrispettivi all’estero).
Ed ecco perché per il prossimo mese vi proponiamo di far le valigie e di ragionare su scala europea: tantopiù che quel (poco) che doveva dare, l’Italia l’ha già dato e ora quasi tutto è rimandato a settembre, ai palasport, agli stadi e ai soliti noti. Nell’attesa, tanto vale metter il naso fuori casa per vedere come funzionano le cose altrove.
 
Chi ci ha preso in parola e sta scaldando il motore sappia che potrebbe anche ritrovarsi a viaggiare fianco a fianco con i tour bus degli artisti. Le bande che girano a promuovere il disco in fin dei conti sono più o meno sempre quelle, e il rischio è di ritrovarsele sui palchi di mezza europa ad appena qualche giorno di distanza: lo storico gruppo rap dei Cypress Hill, i trip hopper Massive Attack (già passati dalle nostre parti per un paio di date), il metal attempato degli Iron Maiden, i Queens of the Stone Age (ancora rock duro), gli Arcade Fire - freschi freschi di nuova pubblicazione – e i redivivi del pop punk Blink 182 sono i nomi che vanno per la maggiore, condivisi da quasi tutti i cartelloni dei festival europei.
Li ritroviamo in ordine sparso nei programmi del Rock en Seine (Francia, 27, 28, 29 Agosto) e del Pukkelpop Festival (Belgio 19, 20, 21 Agosto, occhio al rischio sold out): per entrambi i casi si tratta di una tre giorni, divisi rispettivamente fra tre e otto palchi.

sziget.jpgNon foss’altro per meriti storici i festival gemelli di Reading e Leeds (anch’essi di scena nell’ultimo week-end di agosto, dal 27 al 29) varrebbero una tappa obbligatoria. Con quasi mezzo secolo di attività alle spalle, (la prima edizione risale all’estate del 1961), le due cittadine inglesi hanno visto transitare dalle loro parti il fiore del pop e del rock inglese e americano (nel ’70 gli Who incisero qui il leggendario Live at Leeds, regolarmente annoverato tra i migliori dischi dal vivo di sempre). Quest’anno la proposta è forse un po’ più fiacca: oltre a quelli citati sopra, Reading e Leeds ospitano come unica esclusiva i Guns’n’Roses dell'imbolsito Axl Rose. 
Ma, si diceva, non sono solo i nomi a contare: gli spettatori dei festival britannici avranno la bellezza di sette palchi e altrettanti generi fra cui scegliere. Come tutte le maggiori kermesse offerte dal vecchio continente, è un evento in sorround, con la musica a fare presenza costante nel tempo e nello spazio. 
 
Per le stesse ragioni vale la pena macinare chilometri fino a Budapest per vederci suonare i Subsonica. Almeno stando ai termini che si dicevano prima, lo Sziget rappresenta la più grande esperienza musicale d’Europa: finalmente fuori dalla formula “weekend lungo”, sette giorni (dal 9-16 agosto) sopra l’isola Óbudai, nel mezzo delle acque del Danubio, sballottati tra world music stage, rock stage, africa village, party zone e chi più ne ha più ne metta, per una vacanza effetto woodstock.
 
A proposito di pace, amore e stupefacenti: c’era una volta, proprio qui da noi, un appuntamento atteso da più di 150mila giovani. Si teneva ogni estate in quel di Osoppo (Udine), locazione magari un po’ sui generis per questo tipo di manifestazione ma che contribuiva teneva alto l’orgoglio festivaliero italiano. Il Rototom Sunsplash è un raduno interamente dedicato al reggae e alla filosofia rastafariana, vera realizzazione di quell’ideale di “musica da vivere” che abbiamo descritto, dove più che “chi c’è” conta “esserci”.
Dopo essersi rimpinzato con il sound giamaicano in tutte le sue declinazioni, (ognuna con la sua brava area riservata, dalla DanceHall allo SkaClub) il visitatore potrà rilassarsi in spiaggia, scegliere se seguire corsi di cucina o di percussioni o prendere parte ai dibattiti cultural-musicali organizzati dalla Reggae University.
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Da quest’anno in poi i friulani che si erano abituati a trovarsi tutto questo ben di Dio dietro casa dovranno migrare alla volta di Benicassim (Spagna, dal 21 al 28 di agosto), il paesino spagnolo che già dà il suo nome ad un prestigioso appuntamento con il pop-rock internazionale (troppo tardi, questo era ai primi di luglio…). Dopo diciassette anni passati sotto il sole italiano, il festival trasloca con il benservito del sottosegretario Giovanardi (legislatore, assieme a Gianfranco Fini, delle norme e delle sanzioni che ne avrebbero provocato la chiusura) e la buona pace di negozianti e albergatori di Udine e dintorni. Lo avevamo detto noi, che in Italia certe cose non le sappiamo fare.



Tags: estate, europa, festival musicali, gianfranco fini, Pop, reading e leeds, recensione, rock, rock en seine, rototom sunsplash, Simone Dotto, sziget, World music,
30 Luglio 2010


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