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MUSICA ROCK

L'album è il secondo, ma porta il suo stesso nome, Petrina. Lei è italiana, ma canta anche in inglese e un po' in francese. La musica sarebbe rock, ma frutto della commistione tra pop, cantautorato d'avanguardia, jazz, funky, canzone-recitazione e sprazzi di elettronica


di Simone Pilotti

Se dovessimo descrivere Petrina con una parola, l'aggettivo adatto sarebbe poliedrica. Innanzitutto per la capacità della giovane padovana di destreggiarsi nelle varie forme d'arte: dal teatro alla composizione di colonne sonore, dal cinema al pianoforte, dalla danza al cantautorato. Poliedrica anche per le numerose influenze che emergono tanto dal suo esordio discografico In Doma, 2009, tanto da questo secondo lavoro, omonimo, in uscita nel 2013 per Alabianca. Il sound che attraversa questo nuovo Petrina è un rock sperimentale, frutto della commistione tra pop, cantautora
06 Settembre 2013

ARTE CONTEMPORANEA

Un giro al Centro d'Arte contemporanea Luigi Pecci per confrontare due diverse esposizioni: la sezione toscana del Padiglione Italia, curata dal famoso critico d'arte, e la mostra sull'estetica rock Live! allestita con la consulenza di Luca Beatrice. In comune, l'attitudine a mettere insieme un'esagerazione di ingredienti diversi


di Riccardo Bonini

C’è qualcosa in comune tra le due esposizioni che attualmente trovano asilo presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato: Live! un percorso a tappe eterogenee attraverso la storia visiva del rock’n’roll da fine ’60 ad oggi e la sezione toscana del Padiglione Italia della Biennale, coordinato da Vittorio Sgarbi (leggi la nostra recensione).    Entrambi gli allestimenti, pur nella diversità di dimensioni e contenuto, sono figli di una medesima linea concettuale sbandierata a più riprese da entrambi i curatori (il gi&
26 Luglio 2011

MUSICA ROCK

Gli hippy sono tornati, anzi non se ne sono mai andati: barbe e capelli lunghi, i newyorkesi Akron/Family sono i campioni del neo folk psichedelico. Tanto da dedicare le loro canzoni all'idillio con la natura, e un intero concept album al risveglio del gigante islandese Eyjafjallajkull 


di Simone Dotto

Sentite questa: “…un concept album ispirato gli eventi naturali che sempre più spesso sconvolgono la regolarità delle nostre vite - come il recente risveglio di Eyjafjallajkull, recente protagonista delle cronache mondiali”. Proprio lui: il minaccioso vulcano che la scorsa estate nessun anchorman televisivo aveva il coraggio di nominare, questi tre fricchettoni americani ora ce lo cantano. Anzi, ci fanno su un disco intero. E per entrare meglio nella parte si trasferiscono in una stazione abbandonata alle pendici di un vulcano. Un altro, però: il Monte M
17 Febbraio 2011

MUSICA ROCK

Che cosa accomuna l'osannato rocker al baroccheggiante "indie" diventato (semi)noto cinque anni fa con Illinoise? Niente, si direbbe. In realtà entrambi hanno patito il successo, e per reazione hanno registrato un album in solitudine, raccontando la depressione. Ma Sufjan lo fa ancora più strano, con questo The Age of Adz


di Simone Dotto

La sindrome della farfalla già cresciuta che vuole ricacciarsi nel bozzolo è un’affezione inaspettatamente comune fra i musicisti rock. Persino un pezzo duro come Bruce Springsteen, dopo aver piazzato il suo primo numero uno in classifica, chiese ai suoi di passare un po’ di tempo per conto proprio: il risultato si chiama Nebraska, storico album per chitarra e armonica del 1982.   Certo, però, che questi “indipendenti” di ultima generazione non ci hanno proprio il fisico. Prendete Sufjan Stevens, ad esempio: nel 2005 il suo quinto disco (Come o
29 Novembre 2010

APPUNTAMENTI MUSICALI

Dal Rock en Seine allo Sziget, mappa dei migliori eventi dell'estate europea


di Simone Dotto

Gli italiani lo fanno peggio. Rassegnamoci: saremo anche quei canterini festaioli che all’estero adorano, ma quando si tratta di organizzare eventi musicali di una qualche consistenza, stiamo indietro anche al più glaciale dei nordici. Le grandi città come Roma e Milano hanno definitivamente gettato la spugna, e da poco abbiamo visto accartocciarsi su se stesso anche quel Piemonte che appena un paio di anni fa sembrava un terreno fertile, pronta ad accogliere realtà finalmente diverse.   E’ una questione di “mentalità” come si dice
30 Luglio 2010

DISCHI

Precursore della psichedelia, Roky Erickson ha avuto la vita (e la carriera) segnata da una permanenza in manicomio criminale. Ora riemerge grazie agli Okkervil River, gruppo più nerd che acido, con cui dà una nuova veste al suo repertorio 


di Simone Dotto

Mettete insieme tutto ciò che vi fa venire in mente la parola “psichedelia” e poi associatelo al volto, al nome e alla storia di Roky Erickson. Lui che, appena quindicenne, alla testa dei suoi 13th floor Elevators (la band che prometteva “viaggi” fin dal nome) fu il primissimo a stampigliare quella parola magica sulla copertina di un disco: The Psychedelic Sounds of the 13th floor Elevator, ora oggetto di culto per i collezionisti, ai tempi piombato in un’indifferenza quasi generale.   Per questi e altri motivi, anche quando si trattò di assagg
01 Luglio 2010

DISCHI

Il mancato duetto Hendrix-Davis resta fra i più grandi sogni infranti nella storia della popular music. Il trombettista Giovanni Falzone e il complesso delle Mosche Elettriche hanno osato domandarsi come sarebbe andata


di Dario De Marco

Una delle più sdrucite leggende della musica moderna riguarda il mancato incontro tra Miles Davis e Jimi Hendrix. O meglio il mancato disco, perché l’incontro ci fu, alla fine degli anni ‘60, in un periodo in cui entrambi scalpitavano alla ricerca di nuove sonorità. E ci fu anche una sorta di amicizia, varie occasioni in cui i due si scambiarono chiacchiere, opinioni e qualche noterella. Ma all’incisione non si arrivò, per motivi prima futili e poi terribili - la prematura morte di Hendrix, giusto 40 anni fa. Da quel momento c'è stato i
23 Luglio 2010

DISCHI

Il nuovo disco delle Hole, capitanate dalle vedova di Kurt Cobain, ci conferma che nel rock per far parlare di sé ormai basta la cattiva reputazione


di Massimo Balducci

Giusto qualche giorno fa, Massimo Gramellini osservava su La Stampa le sconcertanti analogie tra le notizie di un giornale datato 20 novembre 2002 e quelle che tengono banco oggi: un disastro ambientale causato da una petrolifera, i veti incrociati che ostacolano il dialogo sulla giustizia, Tremonti che prepara una finanziaria di lacrime e sangue, la Lega che preme per il federalismo fiscale, eccetera eccetera, fino ovviamente alle polemiche interne al principale partito di centrosinistra. Insomma è come se la stampa di casa nostra avesse fatto proprie le teorie di Fukuyama, dimentican
20 Maggio 2010

FILM

Premiato a Cannes e censurato in Iran, I gatti persiani racconta il fermento culturale e non solo musicale di un paese in regime di oppressione, che trova nell’arte una ragione sia di vita che di protesta


di Marinella Doriguzzi Bozzo

Preceduto da un alone eroico, perché girato in poco più di due settimane e senza autorizzazioni governative, I gatti persiani ha vinto al Festival di Cannes del 2009 il Premio speciale della giuria. In Iran è poi stato distribuito gratuitamente per le strade dallo stesso regista Bahman Ghobadi, dopo l’incarceramento e la successiva uscita di prigione. Documenta il fermento culturale e non solo musicale di un paese in regime di oppressione, che trova nell’arte una ragione sia di vita che di protesta.   Speculare al film russo Il concerto (leggi la nostra r
05 Maggio 2010

DISCHI

Un festival rock in mezzo al Sahara, tra i tuareg perfettamente a loro agio con chitarre elettriche e amplificatori: è il luogo dell’incontro tra gli americani Dirtmusic e i maliani Tamikrest, da cui nasce l’album BKO. Perché ormai gli esotici siamo noi


di Simone Dotto

Trent’anni fa, la vita di chi si dava alla world music era decisamente più facile: il musicista pop occidentale di turno (meglio se inglese, per via della sindrome post-colonialista) indiceva una conferenza stampa, rassegnava pubblicamente le dimissioni da rockstar e annunciava di voler partire alla volta di terre lontane. Africa, Asia, India, poco importava, pur di fuggire da questa viziata routine quotidiana di riflettori accesi e pubblici in delirio. Non passavano più di due anni che il nostro turista - ancora perfettamente sincronizzato sul fuso orario della discografia
22 Aprile 2010

DISCHI

L'arpa tradizionale del Mali incontra il violoncello: un'entusiasmante fusione di rock e minimalismo, jazz e musica araba. Perché tutto ha origine in Africa


di Dario De Marco

Nell’immaginario world music contemporaneo la kora – sorta di arpa tipica dell’Africa occidentale – è associata alla tradizione dei cantastorie (griot) di Senegal e Mali, alla riscossa della musica afro-africana, alla contaminazione-ritorno alle radici con il blues. La registrazione di un album in cui la kora è in duo con un violoncello, allora, rischia di essere accolta con stupore misto a noia, dato anche il titolo abbastanza piatto di Chamber music: uno si aspetta atmosfere intimiste, dialoghi notturni, esili fraseggi, sussurri e silenzi.   Invece
05 Febbraio 2010