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ARTE CONTEMPORANEA

Viene allestita alla galleria L.I.B.R.A. di Catania Perigrafie, la mostra personale del giovane artista. Il suo è uno stile capace di sintetizzare cambiamenti e evoluzioni dell'arte grafica tra il XX e il XXI secolo, fino alla "liberazione" dagli obblighi raffigurativi


di Anita T. Giuga

A Catania è in esposizione la personale siciliana del giovanissimo Riccardo Negri (nato a Mantova nel 1985), curata da Duccio Trombadori. Negri ha voluto far collimare l’avventura artistica con la sua biografia, tant’è che il giorno prescelto per l'inaugurazione, il 7 maggio, è stato quello del suo stesso compleanno.   Diplomato all’Accademia di Belle arti di Bologna, il suo lavoro parte dal “segno” ed è proprio questo che lo contraddistingue; intanto come “prova” di un atto creativo diretto, che dalla mano s
24 Maggio 2011

FILM

Nella grigia periferia catanese, la tredicenne Manuela comincia a raccontare di aver parlato con una statua della madonna, diventando subito un'attrattiva locale. Con i suoi toni surreali e grotteschi la nuova storia di Roberta Torre, regista di Tano da morire e Mare Nero, fa felice eccezione alla nostra media cinematografica


di Andrea B. Previtera

Un popolo di santi. Ne diceva di scempiaggini il nostro pettoruto Benito, ma questa parrebbe averla involontariamente azzeccata. Quante, in Italia, le lacrime di sangue, le stimmate e le visioni, gli olezzi di rosa e gli scarichi rotti dell'inquilino del piano di sopra che si fanno mistica umidità di volto barbuto sul soffitto. Quella raccontata da Roberta Torre (Tano da morire, Mare Nero) è la storia di una santa in più. Santa per burla, poi per scelta, per noia. Santa perché tutto sommato è più facile trovare un posto da Santa che da cassiera all'Ipe
02 Maggio 2011

LIBRI

Pubblicato postumo, Io, Jean Gabin riporta alla luce il talento di Goliarda Sapienza: è la cruda "autobiografia delle contraddizioni" di una scrittrice tra le più significative ma meno conosciute della nostra letteratura


di Alessandra Minervini

Per Goliarda Sapienza vita e letteratura erano profondamente intrecciate tra di loro, non avrebbe mai potuto scrivere soltanto inventando una storia. Chi ha letto L'arte della gioia (e per inciso chi non lo ha letto lo faccia quanto prima) sa quello di cui sto parlando. Lei i romanzi li scriveva sul corpo. Il corpo solido di una carusa tosta che batteva i piedi nella testa. “Sai come sono fatta - aveva detto ad una conoscente tre giorni prima di morire - è possibile che scompaia per un po’ per poi tornare all’improvviso”. L'arte della paragnosta. Così &egr
15 Marzo 2010