LIBRI

Il libro del sociologo Alessandro Dal Lago sul caso Gomorra come è al centro di infuocate polemiche: da un lato i critici di Saviano (non è più solo Berlusconi a dire che danneggia l'immagine dell'Italia), dall'altro i suoi accaniti sostenitori. Ecco perché, invece, la strenua difesa del ragazzo minacciato dalla camorra e le perplessità sull'opera letteraria possono coesistere


di Roberto Basso

A vent’anni vivevo a Napoli e volevo fare il giornalista, quando il giornalista del Mattino Giancarlo Siani venne ucciso dalla camorra. Forse è per questo che sono riluttante alle critiche che montano su Roberto Saviano, pur condividendo i commenti critici sulla qualità letteraria di Gomorra. Eppure devo correggermi, perché Roberto Saviano è soggetto distinto dal suo personaggio-mito, affermatosi nel volgere di pochi anni. E mentre il primo va difeso (fisicamente, con la scorta) il secondo merita un’analisi critica come quella condotta da Alessandro Dal
18 Giugno 2010

WEEKEND - CINEMA

Solo un anno fa, entusiasmati da Gomorra e dal Divo, tutti gridavano al miracolo: "E' risorto!". E ora? E' di nuovo crisi. E non ci salveranno né i cinepanettoni né i soldi pubblici


di Alberto Barbera

No. Non se ne può più, davvero. Dell’altalena di ottimismo e pessimismo che circola nei discorsi sul cinema italiano da vent’anni a questa parte, dico. Il cinema è morto. No, è solo svenuto. Macché, è tornato grande, non appena un paio di registi azzeccano un film nello stesso momento (Garrone e Sorrentino, solo un anno fa). Oppure quando l’affluenza del pubblico fa lievitare i numeri della percentuale riservata al prodotto nostrano, in sale peraltro sempre meno frequentate o, comunque, visitate ormai solo nelle grandi occasioni. E&rs
05 Dicembre 2009