A nove anni dalla scomparsa dello scrittore, anche i suoi lasciti scritti sembrano arrivati alla fine. Frutto di un riassemblaggio filologico che però si attiene alla volontà dell'autore, I dispiaceri del vero poliziotto rinnova quel mondo labirintico che abbiamo imparato a conoscere. Ora più che mai toccherà ai lettori fare i detective (più o meno selvaggi)
di Dario De Marco
E adesso come facciamo? Adesso che Roberto Bolaño è morto davvero, come facciamo? Perché, sia chiaro: è finita. Nove anni dopo la dissoluzione fisica dello scrittore cileno, oggi Bolaño muore davvero, perché si pubblica la sua ultima opera, I dispiaceri del vero poliziotto. D'ora in poi, no news. E già questa è stata un miracolo: benché più volte citato in varie interviste – e come enfaticamente riporta la prefazione, indicato in una lettera come “IL MIO ROMANZO” - il libro è il risultato dell'assemb
I fantasmi è una delle tre uscite che inaugurano il catalogo della neonata casa editrice Sur, tutta dedicata alla letteratura del Sudamerica. Peculiarità dell'autore argentino quella di "scrivere come pensa", seguendo un sorvegliato flusso di coscienza che sembra non portare da nessuna parte. Fino a quando...
di Dario De Marco
Il caso più tipico è quello del cinema: chiunque può pensare a un film da realizzare, ma gli ostacoli posti dal saperlo fare, dai costi, dal personale, fanno sì che novantanove volte su cento il film non venga girato. Con le altre arti, in misura minore o maggiore, succede la stessa cosa. Però si potrebbe concepire un'arte nella quale le limitazioni della realtà fossero minime, nella quale il fatto o il non fatto si confondessero, un'arte istantaneamente reale e senza fantasmi. Forse esiste, ed è la letteratura. Non è per ni
In occasione della giornata mondiale contro la violenza e la persecuzione delle donne mettiamo a confronto la protagonista di Nell'Angolo più buio di Elizabeth Haynes, professione criminologa, con uno dei tanti casi di cronaca sul tema. Quale delle due è reale? O meglio qual è la meno incredibile?
di Dario De Marco
Il 25 novembre è la giornata mondiale contro lo stalking e la violenza sulle donne. Queste sono due storie di due donne vittime di violenza, con molte cose in comune, ma qualche differenza: una è inglese, l'altra italiana; una finisce (forse) bene, l'altra no; soprattutto, una è inventata anche se verosimile, l'altra purtroppo è vera e basta. La prima storia è quella di Cathy, giovane inglese protagonista del primo romanzo di Elizabeth Haynes, Nell'angolo più buio. La Haynes non è una scrittrice, ma una criminologa e consulente dell
La seconda mezzanotte si inserisce nel filone apocalittico: in un futuro prossimo, e nemmeno troppo improbabile, Venezia è in mano ai colonizzatori cinesi, che dopo averla salvata la trasformano in un crudele parco a tema... Chi o cosa ci salverà?
di Dario De Marco
Antonio Scurati è un raro esempio di intellettuale totale, uno che scrive saggi avvincenti come romanzi, e romanzi documentati e interessanti come saggi. La seconda mezzanotte è l'ultimo romanzo, che segue quello dell'anno scorso: Il bambino che sognava la fine del mondo. Qui la fine del mondo è già avvenuta, però non siamo dalle parti della narrazione post-apocalittica in senso stretto, alla McCarthy de La strada. In quel genere ultimamente very cool, infatti, di solito l'apocalisse viene lasciata nelle premesse, e anzi il fascino vorrebbe essere proprio que
E' ambientato nel 476 d.C., è stato scritto nel 1949 ma parla del presente. Romolo Il Grande di Freiderich Dürrenmatt è un dramma sul decadimento dell'Occidente con un sovrano che sembra inetto, ma che in realtà ha la precisa intenzione di far crollare tutto. Viene ripubblicato ora, quasi come un monito
di Dario De Marco
Lo ammetto, non c'è altro mezzo. La patria ormai si può salvare solo coi milioni. Dobbiamo scegliere tra il capitalismo e la catastrofe. E non mi pare che l'uno sia molto meglio dell'altra. Romolo il grande è in realtà quello che è passato alla storia come il piccolo Romolo. Già il suo nome era tutto un programma, una profezia: Romolo come il primo re di Roma, il fondatore, quasi fosse necessario avere un altro Romolo per sancire la fine, stabilire un'identità tra l'alfa e l'omega per chiudere il cerchio; Augustolo come Augusto, il primo
Le parole, i versi, i richiami materni come "cordone ombelicale" invisibile, per tenersi stretto il bimbo anche quando per un attimo si abbandona il contatto fisico. Dal motherese deriva il linguaggio parlato e anche il canto: questo, almeno, secondo l'affascinante teoria esposta in Lingua Madre da Dean Falk, venerdì al festival della scienza di Genova
di Dario De Marco
Questo viaggio comincia ben cinque milioni di anni fa. È stato allora infatti – anzi tra i cinque e i tre milioni di anni fa, per la precisione (per la precisione?) - che nell'evoluzione degli scimmioni nostri antenati accadde qualcosa di decisivo: la conquista della posizione eretta. Questo fatto, dalle cause tuttora ignote, ebbe delle conseguenze invece ben note ed evidenti a tutti: a cominciare dalla possibilità di usare le zampe anteriori, invece che per camminare o dondolarsi sui rami, per costruire utensili, e passare in pochi millenni dall'ascia di pietra all'AK47.
Le storie di Io cammino in fila indiana non sono figlie dell'Ascanio personaggio televisivo o dell'uomo di teatro. Ambiscono invece a tutto il valore letterario della pagina scritta. Parabole contemporanee che esplorano il buio della società attuale, ma solo per fare intravedere la luce alla fine del tunnel
di Dario De Marco
La recensione negativa non esiste più, e questo si sapeva. Ma non esiste più neanche la recensione positiva: sono state sostituite dalla recensione preventiva. Sui giornali non si dà il giudizio su un libro che è appena uscito, ma si prende un libro che deve ancora uscire e si fa: la segnalazione, l'anticipazione, la pubblicazione di un estratto o della prefazione, l'intervista alla Altan (“Dica quel che cazzo le pare”), la polemica a priori. Insomma, nel migliore dei casi chiacchiere a vacante, nel peggiore puro marketing. Questo soprattutto quando l'au
Ormai è un vero e proprio genere letterario, una branca riconosciuta della fantascienza. Benjamin Hale, esordiente che già vanta giudizi lusinghieri, racconta la storia di uno scimpanzè che impara a parlare. Con L'evoluzione di Bruno Littlemore scopriamo i nostri cugini un po' più umani e noi stessi un po' più animali
di Dario De Marco
Ancora una scimmia protagonista di un romanzo: ultimamente è un'epidemia (vedi scheda in fondo). Però qui si tratta di un altro livello, e non solo perché è lo scimpanzè a parlare in prima persona e raccontarci i casi suoi: L'evoluzione di Bruno Littlemore è un gran libro, e l'autore Benjamin Hale, ventottenne uscito da una scuola di scrittura e al suo esordio, è stato in America paragonato a Nabokov e Saul Bellow, nientemeno. Sicuramente Hale ha talento, ha avuto una buona idea (anche se non è stato il primo), ma soprattutto ha av
Il surreale italo-americano lanciato in tv da Renzo Arbore si dedica finalmente alla sua vera vocazione, la cucina. E in Faccia da chef propone più di cento ricette, tutte affidabili e appetitose
di Dario De Marco
Ma ve lo ricordate Andy Luotto? Il più scoppiato e surreale della banda di surreali e scoppiatissimi che giravano attorno a Renzo Arbore negli anni '80, da Quelli della notte in poi? Embe', che ci crediate o no, Andy Luotto oggi fa il cuoco. Anzi: che ci crediate o no fare il cuoco è il suo vero mestiere, e il comico - in tv e in decine di film - è stato solo un accidente. E' lui stesso a raccontarlo: diplomato all'alberghiero, disse a suo padre che voleva cucinare per lavoro ma il padre, impresario di cinema a cui il denaro non mancava, rispose: "E perch
La nostra consueta proposta di vacanza musicale in un viaggio che attraversa i generi: dal pop all'etnica, dall'etnica al jazz e dal jazz verso nuovi orizzonti. Per recuperare tutto quello che non abbiamo avuto il tempo di ascoltare
di Dario De Marco
E la chiamano estate. Diciamo piuttosto che è una scusa per recuperare, per ascoltare quelle musiche passate sotto silenzio nei mesi scorsi, ma che non è il caso di dimenticare. Per vari motivi, e per tutti i gusti: dal pop-rock all’etnica, dal jazz all’indefinibile POP-ROCK Eddie Vedder, Ukulele Songs, Universal Il leader dei Pearl Jam accompagnato dal solo chitarrino hawaiano, noto ai più per l’interpretazione di Marilyn in A qualcuno piace caldo. È una bella sorpresa: infatti da un lato il timbro dell’ukulele si sposa benissimo con
Se è vero che l'aspirazione massima di ogni scrittore è inventarsi una lingua che sia soltanto sua, allora l'autore di Ischia ci sta andando vicino: in Lu Campo di Girasoli il napoletano italianizzato dei libri precedenti diventa una 'fusion pan meridionale', che lo rende il suo lavoro ancora più interessante
di Dario De Marco
Sembrerebbe un altro capitolo del fortunato filone lettarario sulle sette, Troppa Fortuna: di quelli in cui la piccola protagonista e il lettore vedono e leggono di tutto. Eppure, la scrittrice Helene Vignal, nata come autrice per bambini, riesce a far intuire ogni cosa dietro un velo di mistero
di Dario De Marco
L'ultimo trend editoriale sembra essere quello delle sette. Nei mesi scorsi sono usciti vari libri in tema: per esempio Fuggita dalla setta. La mia lotta contro una vita di violenza e reclusione, di Carolyn Jessop e Laura Palmer (Piemme), o il ferocissimo I bambini di Dio di Amoreena Winkler (Fandango). Non sono inchieste, sono libri-verità in cui il punto di vista è quello di una bambina, la bambina che era l'autrice quando senza colpa si è trovata a vivere in un mondo parallelo. In questi racconti nulla – a livello di violenze fisiche e psicologiche - viene risparm
Un giorno all'anno, per ventidue anni. Buon compleanno, esordio letterario di Manuela Cattaneo Della Volta, ricostruisce la storia della sua giovane protagonista con un capitolo per ogni candelina spenta
di Dario De Marco
Quando, dopo aver percorso migliaia di chilometri, il piccolo Akmed arriva a Roma, la sua odissea è appena all'inizio. Per chi viene da lontano, la Capitale è ancora quella del fumetto francese, con i suoi assurdi labirinti burocratici. In Come due stelle nel mare racconta la sua avventura Carlotta Mismetti Capua, giornalista e, per l'occasione, "benefattrice"
di Dario De Marco
La signora Mariarosaria, maestra in pensione, anni fa dedicava molto del suo tempo libero alle bambine della casa-famiglia, gestita da suore, della sua religiosissima cittadina. Lei le chiamava – tutti le chiamavano, negli anni '50-'60 il politically correct era di là da venire – “le orfanelle”. Offriva qualche abito di seconda mano, qualche caramella, si incaricava di accompagnarle in qualche libera uscita; offriva soprattutto una compagnia, un punto di riferimento. Molte di loro, quando la incontrano oggi, non mancano di esprimerle eterna gratitudine. Una in pa
La morte di Osama Bin Laden ha forse appena chiuso un decennio di terrorismo e di terrore. Riccardo Menendez Salmòn ne ricorda uno dei momenti salienti, l'attentato di Madrid nel 2004. Una sorta di 11 settembre spagnolo, che sconvolge il protagonista ma senza lasciare segni nella sua vita quotidiana
di Dario De Marco
A cavallo tra il 2009 e il 2010, ci si incominciò a chiedere quale fosse la cifra del decennio che volgeva al termine. Dal dopoguerra in poi, siamo stati abituati a prenderla in blocchi: anni '50 la ricostruzione, anni '60 il boom, anni '70 contestazione/piombo, anni '80 edonismo, anni '90 globalizzazione/noglobal. E gli anni zero, quali sono stati? Quelli dell'ascesa cinese? Quelli dell'internet 2.0, di facebook? Quelli della crisi economico-finanziaria, quelli della nascita di Giudizio Universale? In realtà è chiaro che lo scorso decennio è iniziato l'11 settembre
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