I Posti in piedi in paradiso sono quelli riservati a tre uomini adulti (ex discografico, ex critico cinematografico ed ex imprenditori) che fanno i conti con la crisi economica e una vita familiare disastrata. Un instant movie dell'attore regista romano sulla problematica dei padri divorziati e indebitati
di Marinella Doriguzzi Bozzo
“Ma che è, quel Jim Morrison dei Queen?” chiede l’inconcepibile cardiologa che usa lo stetoscopio con gli auricolari dell’iPod. A cui verrebbe da ribattere: ”Ma che è, quel Carlo Verdone di Giù al nord, o di altri improbabili commedie uscite di recente sui nostri schermi?”. Perchè, purtroppo, Posti in piedi in paradiso, ultima fatica del nostro simpatico regista, è ben lontano da Compagni di scuola (1988) o da Al lupo al lupo (1992). Ne mantiene il tono "verdoniano", tra il bonario e l’amarognolo, con qualch
La commedia francese diretta da Olivier Nakache ed Eric Toledano ripropone il copione da Principe e Povero: ricco, cinico e paraplegico l'uno, appena uscito di galera l'altro. Il rischio del buonismo facile è dietro l'angolo, ma la regia sa evitarlo con senso della misura tipicamente transalpino
di Marinella Doriguzzi Bozzo
La parola buonismo - e buonista - è di conio recente e viene registrata dai dizionari a metà degli anni '90. Come tutti gli "ismi" è una derivazione, e, nel caso, un annacquamento o un'ironia ambigua sul sostantivo "bontà" e l'aggettivo "buono". Dovrebbe di fatto individuare un'ampia (e abusata) disponibilità nei confronti dell'avversario o di quell'infernale prossimo sartriano a cui noi, incattiviti dai tempi, non siamo disposti a credere fino in fondo, sia per cinismo che per pudore. E non è un caso che il film in questi
Conto alla rovescia: in un immaginario futuro prossimo gli uomini viaggeranno con un contatore biologico al braccio che arriva soltanto ai 25 anni. Da lì in poi avranno un anno soltanto per guadagnarsi (letteralmente) altro tempo da vivere. In Time è firmato da Andrew Niccol, lo stesso autore di The Truman Show: ma stavolta l'idea suggestiva viene sprecata
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Si dice che il tempo è denaro, ma in questo caso è il denaro ad essere costituito dal tempo. Con una trovata tanto semplice quanto geniale, il film ci trasporta in una imprecisata contemporaneità fantascientifica, in cui tutti gli umani hanno il braccio sinistro tatuato con numeri fluorescenti, che scorrono inesorabili come i tassametri più esosi. Deposito bancario e nel contempo durata di vita, le cifre sono altresì una sorta di codice genetico che consente di invecchiare solo fino ai venticinque anni, rimanendo poi tali nelle sembianze, ma con un unico anno
Per Paradiso Amaro, il nuovo film di Alexander Payne (già regista di Sideways), l'attore interpreta il coniuge smarrito di una donna entrata in coma. Assieme all'aspetto dimesso del protagonista, lontano dal glamour delle passerelle, i panorami isolani aiutano a colorare buona parte di una pellicola dalla mire ambiziose.
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Un ricco ma sobrio avvocato sta trattando la vendita di un meraviglioso appezzamento di terreno, ereditato dalla bisnonna hawaiiana tramite complessi incroci parentali. Mentre i negoziati fervono, la moglie distrattamente amata (o scontatamente acquisita) entra in coma irreversibile per un incidente nautico. Sta a lui, impreparato agli affari domestici come molti uomini, raccogliere intorno al capezzale le due figlie (un'infante precoce, l’altra adolescente con mille rivendicazioni al posto dei brufoli) avvertire gli amici, scoprire verità ingrate, rincollare la vit
L'ovino di Tre Uomini e una pecora è in realtà un enorme caprone sacrificale di nome Ramsy. I tre bipedi, invece, sono giovani amici inglesi, uno dei quali è pronto al grande passo. Seguono le classiche schermaglie parenti dello sposo contro parenti della sposa, dirette dal regista Stephan Elliott con gusto goliardico e senza pretese
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Dopo Tre uomini in barca (1956), Tre uomini da abbattere (1980), Tre uomini e una culla (1985), Tre uomini e una gamba (1997) si pensava che l'abbinamento maschil-numerico fosse esaurito. Invece ecco Tre uomini e una pecora - titolo originale A few best men - inventato dai fantasiosi distributori nostrani in omaggio all'assonanza che mai non guasta, purché si abbia il cosiddetto orecchio assoluto e la memoria lunga. La pecora del titolo risulta infatti solo come una sottospecie di "MacGuffin" (l'artificio introdotto da Hitchcock per sviluppare i necessari collegamenti d
Raccontare l'irraccontabile, ovvero i casi di molestie sessuali ai danni dei bambini: Maiwenn Le Besco ci prova, come regista e interprete della storia di un corpo di polizia selezionato proprio per la tutela dei minorenni. Un film imperfetto, nel quale l'autrice sembra aver messo anche dell'autobiografico...
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Premiato dal pubblico al Festival di Cannes del 2010, un film co-sceneggiato, diretto ed interpretato da Maiwenn. Dietro a quella che, indicata così, sembra una firma fashion, non si sa se per ombrosa modestia o per il suo esatto contrario, si abbrevia o si mutila Maiwenn Le Besco, giovane donna bellissima ma ai confini dell’inquietante, con una biografia molto travagliata sia in fase infantile che in quella adulta. Da questa sembra aver tratto ispirazione per raccontare - all’apparenza - il disagio minorile nelle sue varie espressioni, prima fra le quali le molest
Bennett Miller, il regista di Truman Capote - a Sangue Freddo torna con Moneyball, un film "agonistico" che vede un Brad per niente glamour nei panni del manager di un team di baseball non proprio brillante. Assieme a un neolaureato in economia poco pratico di campi sportivi troverà la formula matematica per farlo funzionare
di Marinella Doriguzzi Bozzo
I nomi di Frederick Taylor, Henry Ford, Kurt Levin, Rensis Likert sono poco conosciuti dal grande pubblico italiano. Eppure,come faceva notare recentemente il sociologo Domenico De Masi, la scienza dell’organizzazione e gli studi sulla leadership sono fra le più interessanti conquiste culturali del 900. Relativamente neglette da noi e alla base, per esempio, del tanto dibattuto naufragio dell’isola del Giglio: pessima selezione del comandante e dell’equipaggio, processi e norme organizzative labili, o disattese e comunque non controllate, in nome della precaria e sempr
In The Help la discriminazione parte dal bagno. Alle governanti 'colored' nella ricca provincia americana d'inizio anni '60 sono delegate tutte le cure domestiche ma non l'accesso alla toilette. Una scrittrice se ne accorge e decide di scrivere di loro. Nel film di Tate Taylor è molto facile seguire la trama e fin troppo condividere la causa
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Da qualche film a questa parte (J.Edgar, La talpa) sembra di assistere ad una messa in ombra dell’ispirazione registica a favore dell’esaltazione della scenografia, intesa in senso lato come location, ambienti, costumi, trucco. Infatti, anche in questo caso, i primissimi anni sessanta nella città di Jackson-Mississippi, sono ricostruiti con acribia sapiente: non si trascura nulla, dalle cucine ai salotti, passando per le suppellettili, ai vestiti, agli accessori, ai capelli caramellati di lacca. Essendo poi un'operazione tutta al femminile, dal punto di vista
Seconda regia cinematografica dopo Hunger (mai distribuito in Italia) per Steve McQueen: il suo Brandon (Michael Fassbender) è un solitario e anaffettivo ossessionato dal sesso. Shame conferma il talento di un videoartista riscopertosi cineasta
di Marinella Doriguzzi Bozzo
"Agiamo in funzione di ciò che desideriamo". La frase potrebbe appartenere - e di fatto appartiene - tanto ad uno dei personaggi di quell'affascinante baraccone che è stato la serie televisiva Lost come ad uno scritto di Lacan. Ma cosa succede quando il desiderio non è padroneggiato, ossia quando il desiderio non viene deciso dal soggetto, ma decide del soggetto? Diventa insoddisfazione perenne, coazione compulsiva a ripetere, tecnicamente più disturbo isterico (o istrionico) che vizio: una sorta di "cosificazione" dell'essere. E
A ridosso dell'ultimo lavoro di Clint Eastwood sulla figura di J. Edgar Hoover, papà dell'FBI, La Talpa, per la regia di Tomas Alfredson con Gary Oldman, "indaga" sulla meno conosciuta controparte britannica. Ma è ancora una volta un film ambientato nei corridoi della burocrazia governativa, che, fra un sussurro e l'altro, soffre la mancanza d'azione
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Dal Federal Bureau of Investigation di Clint Eastwood (J.Edgar, leggi la nostra recensione) al Secret Intelligence Service di John Le Carrè, qui ripreso nel più celebre titolo della sua Trilogia di Karla (La talpa, 1974) dal regista Tomas Alfredson. Tempo di spie dunque, ma di quelle impiegatizie, più burocrati da tavolino che filibustieri fascinosi alla James Bond. Tre soli punti in comune, fra i due film: la contemporaneità dell’uscita nelle sale, la focalizzazione sull'organizzazione interna di una struttura in relazione ad una precisa epoca storica, la ton
Torna Clint Eastwood, con un film-indagine sulla presidenza Hoover e la nascita dell'FBI. La pellicola ricostruisce la formazione degli agenti e le azioni di spionaggio, e al contempo si arrovella sull'enigma umano del Presidente, senza però riuscire a scioglierlo
di Marinella Doriguzzi Bozzo
“Gli storici scrivono della storia al presente, tralasciandone la contestualizzazione”. Accettabile o meno, l’affermazione enunciata nel film potrebbe rappresentare la traccia che ne ha guidato la realizzazione ,in precario equilibrio tra “il retaggio di un uomo e l’onore di una istituzione”. Certo, l’argomento non era facile: da un lato, quasi quarant’anni di epopea degli Stati Uniti, da Coolidge a Nixon. Dall’altro, la nascita di un FBI “moderno”, dotato di sistemi di identificazione e di metodi investigativi organi
Prima o poi doveva succedere. In qualità di "sito che recensisce tutto" non potevamo esimerci dal mettere nel mirino anche il nostro stesso "mestiere", quello del recensore. Lo facciamo cercando ci capire quanto sia cambiato e quanto ancora debba cambiare il ruolo di chi giudica le arti
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Quando ci chiedono cosa ne pensiamo del tale o della talaltra, difficilmente rispondiamo limitandoci a descriverne il colore del vestito o degli occhi. Salvo identificarli come persone "strane" (un'abdicazione che non vuol dire assolutamente niente) in genere proviamo ad abbozzare un tentativo di interpretazione dei soggetti in questione. Invece, per quanto riguarda in particolare i libri e i film, che pure sono anche loro degli organismi viventi che spesso addirittura ci sopravvivono, il discorso torna al colore del vestito o degli occhi. Nel senso che con frequenza sempre più
Impegno civile e trama da thriller: è il nuovo filone, classico ed "europeo", della cinematografia americana. Ben rappresentato da Le idi di marzo, di George Clooney
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Ridotto alle fatidiche frasi "alea iacta est" e "veni vidi vici", Giulio Cesare imperversa in questi giorni sugli schermi televisivi grazie alla pubblicità della Tim, mentre George Clooney, regista e interprete, ce lo ricorda con il titolo del suo ultimo film, Le idi di marzo. Data solo temporaneamente finale di una visione provvidenzialistica della storia, che fece dire a Jorge Luis Borges in una lirica ispirata al dramma di Shakespeare: "qui quelli che lasciarono i pugnali, qui la povera cosa, un uomo morto che si chiamava Cesare". Proprio mentre
Lui, lei e il cane. L'amore tra un divo sul viale del tramonto e una giovane attrice in ascesa anima il film di Michel Hazanavicius, un tributo al cinema muto (e musicale) affettuoso e un po' ruffiano che è valso a Jean Dujardin la Palma d'Oro di Cannes come migliore attore.
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Una storia muta di cinema e d'amore, che, per la sua stessa natura, non abbisogna di molte parole. Hollywood, 1927: lui è l'interprete famoso proprio delle pellicole con cartigli che stanno per tramontare definitivamente; lei una maschietta sgambettante - e sgomitante - ma dal cuore d'oro. Potrebbe essere sia pubblicità che colpo di fulmine. Ma prima che si ritrovino lui dovrà toccare il fondo,ostinandosi per orgoglio a non piegarsi alle esigenze del sonoro; lei,viceversa, farà una folgorante carriera tutta parlata. Entrambi si salveranno finalmente insieme, ricorre
L'ormai tradizionale appuntamento annuale per Allen, che dopo Londra, Barcellona e prima di Roma, fa tappa nella capitale francese. In Midnight in Paris il suo alter ego, lo sceneggiatore e aspirante scrittore interpretato da Owen Wilson, incontra le personalità artistico intellettuali della Belle époque
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Sostiene Cacciari, ci sembra citando Hegel, che il bello del passato è che è passato (professore, adoperi la matita blu se stiamo dicendo una fesseria). Mentre Woody Allen sostiene l’esatto contrario, secondo il rigurgito adolescenzial-nostalgico di un’età anagrafica ancora nutrita di solide reminiscenze classiche. Il film si apre con tre minuti di una Parigi ancora più accattivante delle più belle cartoline, con punti di vista e rendez vous atmosferici che un turista nemmeno si sogna dopo anni di appostamenti, ed un autoctono che v























