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LIBRI - NARRATIVA

La seconda mezzanotte si inserisce nel filone apocalittico: in un futuro prossimo, e nemmeno troppo improbabile, Venezia è in mano ai colonizzatori cinesi, che dopo averla salvata la trasformano in un crudele parco a tema... Chi o cosa ci salverà?


di Dario De Marco

Antonio Scurati è un raro esempio di intellettuale totale, uno che scrive saggi avvincenti come romanzi, e romanzi documentati e interessanti come saggi. La seconda mezzanotte è l'ultimo romanzo, che segue quello dell'anno scorso: Il bambino che sognava la fine del mondo. Qui la fine del mondo è già avvenuta, però non siamo dalle parti della narrazione post-apocalittica in senso stretto, alla McCarthy de La strada. In quel genere ultimamente very cool, infatti, di solito l'apocalisse viene lasciata nelle premesse, e anzi il fascino vorrebbe essere proprio que
18 Novembre 2011

SPECIALE BIENNALE DI VENEZIA / 3

Tempo di visita calcolato, nove ore. Per chiudere il nostro speciale a puntate sulla mostra evento veneziana vi facciamo da guide in un tour breve e a prova di neofita. I padiglioni con le opere più interessanti: Arabia, Stati Uniti, Danimarca... un giro del mondo (dell'arte) in una giornata 


di Chiara Di Stefano

Il profano che intende accingersi alla visita della Biennale di Venezia in un giorno solo ha necessariamente bisogno di qualche indicazione per evitare di perdersi tra i percorsi che attraversano Giardini ed Arsenale. Dunque, con un esplicito omaggio allo stile del Gazzettino delle Arti, celebre inserto del Gazzettino degli anni '60, guidiamo il visitatore in un percorso veloce e divertente.    Si parte dai Giardini, sede regina dell’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e puntiamo dritti sul viale alberato che culmina nel Padiglione Inglese. Cominciamo a destra co
27 Giugno 2011

FILM

Florian Henckel von Donnersmarck (Le vite degli altri) smette i panni dell'autore impegnato e si concede una gita in laguna. Il suo souvenir è questo thriller fiacco, che vede Johnny Depp e Angelina Jolie coinvolti in un intrigo internazionale. Molti cammeo di divi italiani su una Venezia da cartolina


di Marco D'Egidio

In The Tourist il vero turista non è l’imbolsito professor Johnny Depp, travolto a Venezia da un insolito destino con ill volto di Angelina Jolie, ma il regista Florian Henckel von Donnersmarck, che dopo l’impegnato e magnifico Le vite degli altri desiderava, per sua stessa ammissione, fare un film che potesse vedere a Natale con i suoi figli. Così ha deciso di andare in vacanza in Italia e ritornare con tanti souvenir perfettamente rappresentativi di come può apparire Venezia agli occhi di un visitatore superficialmente entusiasta, anzichè a q
22 Gennaio 2011

CULTURA

Sta per concludersi la mostra cinematografica a Venezia ed è iniziato l’appuntamento con la letteratura a Mantova, mentre il prossimo weekend è diviso tra la filosofia a Modena e Pordenonelegge: i festival culturali sono diventati sempre più diffusi e di grande successo. Ma cosa si nasconde dietro la passione per i libri?


di Bruno Ballardini

C’è in Italia un fenomeno misterioso, iniziato in sordina nel secondo dopoguerra, poi cresciuto in modo abnorme, incontenibile: i festival. Nell’uso ottocentesco e francese il termine “festival” indicava una manifestazione artistica che durava più giorni o più settimane, con spettacoli regionali nazionali e internazionali.   Questo riporta a un’origine greca (non della parola, ma dell’evento), cioè all’uso di affiancare alle rappresentazioni teatrali delle feste in onore di Dioniso, con riunioni, divertimenti, incontri
10 Settembre 2010

MOSTRE

Mentre sul Lido approdano artisti e star da ogni parte del mondo, al Museo Correr il tappeto rosso è tutto per il secolare concittadino. Nelle sue tele sono le lavandaie e i commercianti a fare passerella, senza però rinunciare a quel tocco di internazionalità che da sempre contraddisgue la laguna


di Chiara Di Stefano

Dopo quasi un secolo Giacomo Favretto (1849-1887) è omaggiato di una rassegna personale nella sua città natale. La mostra propone lavori che coprono tutta la produzione artistica del maestro veneziano: nel percorso museale (funestato dalla solita pessima illuminazione che non lascia apprezzare le opere e si riflette sugli olii lucidi delle tele) si riesce a percepire in pieno la maturazione dell’artista, sovente messo a confronto con colleghi veneziani celebri come Guglielmo Ciardi ed Ettore Tito. Il lavoro di Favretto si agita tra le molte anime dell’arte italia
08 Settembre 2010

FILM - SPECIALE VENEZIA 2010

venezia.GIFSofia Coppola porta al Lido la storia di Johnny Marco, divo annoiato dalla bella vita hollywoodiana fino all'arrivo a sorpresa della figlia undicenne. Un film ambizioso ma vuoto, a dispetto del cognome illustre dell'autrice e delle opere più degne firmate finora


di Marinella Doriguzzi Bozzo

Giovane attore americano insulso - benché celebre nella finzione - sale e scende dalla sua Ferrari facendo il debito broooom; sale e scende da molte donne di cui ha una labile memoria, e, dopo molti sussulti sempre uguali, scopre di non sapere come comportarsi con la figlia adolescente, praticamente un'estranea, che gli piomba addosso durante una vacanza. E che (forse) lo vuole conquistare o (forse) inconsciamente redimere dal nulla in cui naviga a vista. E qui la recensione potrebbe esaustivamente finire; il film, invece, dura un'ora e 38 minuti.   L'eroe scende dal
06 Settembre 2010

LIBRI

Il bel saggio Le botteghe di Tiziano ci svela la ramificata organizzazione dell'officina del maestro. Che aveva anche filiali all'estero


di Cesare de Seta

Trovandomi da qualche tempo a Venezia sono stato a cercare la casa-atelier di Tiziano Vecellio al Biri Grande: solo che non è cosa agevole, visto che il sapientissimo Giulio Lorenzetti che di Venezia e del suo estuario quasi tutto sa, tace al riguardo. Ma come Tommaso ho insistito fino a che un amico m’ha messo sulla buona strada.   La bottega-atelier al Biri Grande è alle spalle del sontuoso palazzo Donà delle Rose, appartenuto a potente aristocrazia veneziana, uno dei pochi lungo una calle che conduce alle Fondamenta Nuove. Oggi il luogo che fu uno dei centri
17 Giugno 2010

MOSTRE

Il grande pittore italiano e la scultrice da poco scomparsa: due percorsi che non si sono mai incontrati, almeno fino a questa doppia esposizione a Venezia. Un'occasione per scoprire sotterranee affinità


di Chiara Di Stefano

Quando mi è arrivato l’invito per la mostra Bourgeois-Vedova, ho pensato che fosse la solita mostra-pretesto per rispolverare l’abbastanza nuovo e semovente ambiente di Renzo Piano allestito per la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, che molte polemiche aveva destato sulla sicurezza e sulla bontà di fruizione.     Le mostre invece sono due, distinte non solo nei titoli (Bourgeois - The Fabric Works e Vedova – Sculture) ma anche negli spazi. Per l’occasione è stato infatti inaugurato il nuovo spazio dell’Atelier Vedova, situat
15 Giugno 2010

MOSTRE

La mostra si intitola Gli anni di Venezia, ma passa dal realismo classico alle sperimetazioni romantiche, attraversando simbolismo e fauvismo. Tutte le anime di un pittore ingiustamente identificato con il fascismo


di Chiara Di Stefano

La sempre affascinante sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti fa da cornice ad un’altra mostra a tema veneziano. Felice Carena e gli anni di Venezia promette un’antologica del pittore italiano con particolare riferimento agli ultimi anni della sua vita, trascorsi dopo la fine della guerra e l’esilio intellettuale nella città lagunare.    L’opera di Carena (Torino, 1879 – Venezia, 1966) non è notissima ai più se non sotto il cartellino di Novecento: la mostra invece si rivela un utile compendio di S
12 Maggio 2010

ARTE - IL VIAGGIO-RECENSIONE

Giorgione da Castelfranco, Jacopo da Bassano, Cima da Conegliano: tre pittori conterranei e tre mostre a loro dedicate. Un percorso per ricordare quale straordinario centro di stili e correnti artistiche è stato il Veneto tra XIII e XIV secolo


di Andrea Dusio

“Roma è più grande di New York, perché contiene tutta l’America e se stessa”. Invecchiando, i tempi della provincia mi esasperano. Vicenza, sotto la pioggia di un treno perso e di un altro che non vuole arrivare, mi sembra fatta di gente che aspetta. Ognuno ha il suo modo d’ingannare il tempo, evitando accuratamente di guardare e parlare. La civiltà della conversazione, quella che si estende dagli Asolani a Signore e Signori, è dissolta. Egualmente irrintracciabile e inservibile è lo sguardo dei viaggiatori locali, Piovene, Com
07 Maggio 2010

Centri benessere

La Bologna dei canali, che fu centro di commerci navali durante il XIII secolo, sopravvive ancora oggi, fra colate di cemento e nuove mode. Piccoli scorci cittadini da (ri)scoprire e ammirare, pensando alle grandi città d'acqua del Nord


di Alessandra Testa

In via Piella, a Bologna, c'è una finestrella che dà sul canale. Quell'angolo di città è noto come la piccola Venezia. Se ti affacci fra i palazzi, vedi scorrere uno dei pochi tratti d'acqua che tra i primi del Novecento e il dopoguerra non fu ricoperto di asfalto dall'amministrazione comunale.   Bologna, un tempo, era una città d'acqua. Aveva ben cinque porti e fra chiuse, mulini e opifici avrebbe potuto vivere ancora a lungo di grano, lana e seta. Sui suoi canali si navigava e, da Ferrara, raggiunta remando sul Navile, si arrivava prima sul Po e poi al
03 Maggio 2010

ARTE

A Venezia Love eccetera, mostra personale dell'americano Jim Hodges. Che per l'occasione crea anche una monumentale installazione


di Chiara Di Stefano

“E l’amore ha l’amore come solo argomento / il tumulto del cielo ha sbagliato momento” (Fabrizio de André)   Il lavoro di Jim Hodges sembra essere intessuto di una melanconica aura di innamoramento perpetuo. Nei molti, continui rimandi alla parola “love” ci troviamo incatenati da un sentimento che delizia e uccide, avvinti dalla ragnatela d’argento dei sentimenti dell’artista e inevitabilmente riflessi nei frammenti di specchio del sentimento che accomuna tutti i mortali: l’amore (sopra: Chained, 1994). Quello che Hodges raccon
17 Febbraio 2010

ARTE

In mostra a Venezia l'artista che mise al centro dei suoi dipinti i ricordi: da quelli felici dell'infanzia in Dalmazia a quelli tragici dei campi di concetramento nazisti


di Mauro Perosin

L’opera di qualsiasi artista ed in particolare di un pittore si potrebbe paragonare a un tessuto che è vitale in proporzione delle cellule vive e organiche che contiene.Vi sono artisti pieni di talento, ma l’opera dei quali manca di questo dono fondamentale ad un’opera che speri di vivere un po’ più a lungo del momento in cui nasce, e del resto l’idea brutale dell’aborto è corrente (Filippo De Pisis, Venezia 1944)   Infonde morbida vitalità una bella immagine fotografica che ritrae l'artista Anton Zoran Mušič (1909-20
04 Febbraio 2010

LA VIGNETTA DEL LUNEDI'


di Fabio Fifo Pecorari

25 Gennaio 2010

WEEKEND - CINEMA

Il grande regista francese morto da poco: uno stile inconfondibile, solo in apparenza conservatore


di Alberto Barbera

Pessoa è stato uno, nessuno e centomila, un io disseminato sotto molteplici e ingannevoli identità. Kubrick era un ipocondriaco ossessivo e maniacale, rinchiuso nel proprio isolamento come in una fortezza inespugnabile. Nella storia dell’arte novecentesca, non mancano certo gli esempi di autori enigmatici o sfuggenti. Eric Rohmer, forse, era semplicemente riservato. Nessuno, se non una ristrettissima cerchia di amici, può dire di averlo conosciuto. E non perché fosse di carattere introverso o indecifrabile. Semplicemente, era (quasi) impossibile incontrarlo.
16 Gennaio 2010