LIBRI

L'autore de Il tempo materiale torna in libreria con Spaesamento: tre giorni di fine agosto tra Mondello e piazza Politeama. Per comprendere gli abissi della città e dell'Italia di Berlusconi, con una scrittura precisa come un bisturi


di Matteo Di Gesù

Mi sono trovato d’accordo con chi ha salutato l’esordio narrativo di Giorgio Vasta (Il tempo materiale, Minimum fax 2008) come uno dei più significativi degli ultimi anni. Evidentemente non sono stato il solo: il romanzo è in corso di pubblicazione in Francia, Germania, Olanda, Spagna, Inghilterra e Stati Uniti. Così, mi sono fiondato vorace su questo nuovo Spaesamento uscito da un paio di mesi per Laterza.   Le aspettative non sono andate deluse: si tratta di un resoconto minuzioso, scritto in prima persona, di tre giorni in una afosa Palermo di fine ago
26 Luglio 2010

ATTUALITA'

Finito il benessere economico, e finite anche le distrazioni calcistiche: il potere si ritrova privo dei due classici strumenti per tranquillizzare le masse. E ora bisogna guardare in faccia la realtà


di Pippo Russo

Game over. Ai mondiali sudafricani, ma anche nella società italiana degli anni Dieci che fa da contorno alla disfatta. Una società un po’ attonita, parecchio incarognita, e con dentro quella disillusione stratificata che prelude ai passaggi traumatici. In questo contesto il crollo della nazionale in Sudafrica produce l’effetto rovinoso d’un gigantesco pannello scenico franato faccia in giù: svanita l’illusione, si scopre il vuoto che c’è dietro. E dunque, dissolto il convincimento che il calcio in Italia funzioni ancora, ci si ritrova n
29 Giugno 2010

LA VIGNETTA


di Marco Tonus

28 Giugno 2010

LA VIGNETTA DEL LUNEDI'

 


di Fabio Fifo Pecorari

 
24 Maggio 2010

LIBRI

Nel saggio Il Paese delle badanti, l'antropologo Francesco Vietti percorre a ritroso il viaggio delle migranti moldave che vengono in Italia per accudire i nostri anziani


di Alessandra Testa

La Signora conta le malattie ed io i suoi anni. Lei trattiene la mia giovinezza, io cullo la sua vecchiaia. (Tetyana Kochetygova, poetessa e badante)     Lunedì mattina, parcheggio del macello di Torino. È da qui che, ogni settimana, partono i pullmini per la Moldavia su cui le ragazze che assistono i nostri anziani tornano a casa. Strette strette fra pacchi chiusi con cura, buste coi soldi, fotografie e persino elettrodomestici di ultima generazione, affrontano una traversata di quaranta ore per poter riabbracciare i propri cari. E ricominciare, perché la loro
29 Aprile 2010

LA VIGNETTA DEL LUNEDI'


di Gianluca Buttolo

01 Marzo 2010

INTERNET

Google sfida la Cina, togliendo i filtri al motore di ricerca. Sembra un nuovo conflitto tra l'occidente delle libertà e l'oriente dalla censura. Ma in realtà gli eserciti in campo sono altri. E, sorpresa, non è detto che i buoni siamo noi


di Massimo Balducci

In Italia ci sono 12 milioni di abbonati a internet, in Germania 23, negli Stati Uniti 79. In Cina ve ne sono attualmente 83, per un bacino complessivo di utenti stimato - e sono stime per difetto - in 384 milioni di persone: la Repubblica Popolare è dunque già oggi il più grande utilizzatore del web a livello mondiale. Ma per il web la Cina è allo stesso tempo qualcosa di simile al Diavolo: è il paese che con più tenacia (e fino ad oggi, efficienza) vi ha applicato il modello del controllo autoritario, della censura politica e del contenuto filtrato.
27 Gennaio 2010

ATTUALITÁ

I suicidi in carcere, 71 quest'anno, continuano ad aumentare nell'indifferenza generale


di Remo Bassetti

“Sto imparando a non odiare”. Questa frase, che potrebbe sembrare così calzante all’attualità, era il titolo di una giornata di studi di un paio di anni fa, organizzata nel carcere di Padova. L’aveva pronunciata in un’intervista la figlia di un poliziotto ucciso il 14 maggio 1977 da manifestanti che spararono contro le forze dell’ordine. Olga D’Antona, in un incontro con detenuti che si erano macchiati di reati di sangue, parlò del suo dolore ma anche della sua “fortuna di non saper odiare”. Nell’atteggiamento dei
24 Dicembre 2009

ATTUALITA'

Andare via dall'Italia? Per le giovani generazioni è l'unica soluzione. Il solo dubbio che resta è se emigrare appena possibile o farsi prima le ossa in condizioni estreme


di Roberto Alajmo

Ogni padre dovrebbe ritagliare e conservare la lettera al figlio scritta da Pier Luigi Celli e pubblicata su Repubblica di ieri. Conservarla per tirarla fuori a compimento della maggiore età del proprio figlio, per poi consegnargliela e abbassare lo sguardo. È l’ammissione di fallimento di un’intera generazione, tanto più autorevole in quanto firmata da una persona che qualche potere in Italia ha detenuto, negli ultimi venti anni. La prescrizione di Eduardo De Filippo ai giovani napoletani (“fujtevenne!”) viene qui estesa a tutto il territorio nazio
01 Dicembre 2009